Immatricolazioni auto: gli incentivi si fanno sentire, ma non basta

 

La crisi del settore continua, i bonus auto sollevano parzialmente le immatricolazioni, che però continuano ad essere a livelli preoccupanti

Il numero di immatricolazioni di auto negli ultimi due anni ha toccato cifre da brivido. Non avevamo (forse) mai assistito a una tal crisi, tutto è cominciato con la pandemia di Coronavirus e il conseguente lockdown, tra febbraio e marzo del 2020. La situazione è leggermente migliorata nei mesi a venire, per poi ripiombare nel caos assoluto.

 

Le immatricolazioni non si sono mai riprese totalmente, il settore auto ha visto alcuni momenti migliori, soprattutto grazie agli incentivi, ma poi la carenza di microchip e semiconduttori, i conseguenti ritardi nelle consegne di veicoli nuovi, la guerra in Ucraina oggi e la mancanza di materie prime, il caro bollette e i prezzi del carburante alle stelle, sono tutti fattori che contribuiscono a mantenere un numero di immatricolazioni mai soddisfacente per la ripresa del settore. Tornare ai livelli pre-Covid sembra praticamente impossibile.

 
 
 

Abbiamo visto dati impressionisti lo scorso mese di aprile, e oggi possiamo dire che –sì – gli incentivi varati dal Governo stanno senza dubbio mostrando i primi risultati immediati sul mercato, ma non bastano.

Le immatricolazioni a maggio

Lo scorso mese di maggio le auto vendute in tutto sono state 121.299, il 15,1% in meno dello stesso mese del 2021. C’è da dire però che, dall’inizio del 2022, si tratta del calo più modesto registrato. Nei primi cinque mesi dell’anno siamo a 556.974 immatricolazioni, il che significa un calo del 24,26% rispetto allo stesso periodo del 2021.

I bonus maggiormente richiesti sono stati quelli per le vetture con alimentazione tradizionale a basse emissioni, le auto elettriche invece sono ancora le meno gettonate. Il fondo di 170 milioni previsto per i modelli che vantano emissioni fino a 135 grammi era già dimezzato il primo giorno di apertura dell’apposita piattaforma. Dei 220 milioni per le auto elettriche invece è stato richiesto solo il 14%. Secondo il Centro Studi Promotor nel 2022 si venderanno 200.000 auto in più grazie agli incentivi e l’anno potrebbe chiudersi con 1.336.682 immatricolazioni totali.

Le previsioni per il 2022

Secondo l’UNRAE il sistema degli incentivi auto varati dal Governo soffre di alcuni punti deboli, primo tra tutti il mancato prolungamento del termine da 180 a 300 giorni dalla firma del contratto per poter beneficiare dell’incentivo. Come sostiene l’Anfia: “Per supportare adeguatamente la diffusione delle vetture elettrificate, accelerando il processo di decarbonizzazione della mobilità, è necessario includere nella misura il comparto del noleggio”.

Pr quanto riguarda le previsioni sulle immatricolazioni, il livello è inferiore dell’8,3% rispetto al 2021, del 30,3% rispetto al 2019 (l’anno prima della pandemia) e di ben il 38,5% al livello medio degli anni precedenti. I dati sono quindi allarmanti, prevedono cali a due cifre per le più importanti Case automobilistiche. Per citarne solo uno, possiamo dire che il gruppo Stellantis ha venduto a maggio 47.451 auto in Italia, il 15,6% in meno dello stesso mese del 2021. Tra i vari marchi del colosso automotive, Jeep ha ottenuto la quota record superiore al 22% del mercato dei modelli elettrici e la Lancia Ypsilon invece è riuscita a ottenere la quota più alta di sempre con il 19,3% del segmento B. Non ci resta che attendere gli sviluppi delle prossime settimane.

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