Imane Fadil, la morte è un giallo: scartata ipotesi radioattività

Imane Fadil, la ragazza testimone nel processo Ruby ter sulle cene e i dopocena di Arcore, deceduta il 1° marzo con fegato e reni disintegrati e midollo osseo compromesso, non è stata uccisa da metalli radioattivi.

Come riportato dal ‘Corriere della Sera’, la Procura di Milano ha confermato i risultati delle analisi svolte nella giornata di mercoledì 20 marzo sui campioni prelevati con biopsie di reni e fegato della modella marocchina, che escludono tracce di radioattività. I campioni, per maggior scrupolo, sono stati inviati anche all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), che fornirà a breve un ulteriore riscontro. Questi esami sono propedeutici all’autopsia vera e propria, che si svolgerà con ogni probabilità nelle prossime ore.

Ora che l’ipotesi della radioattività è stata scartata, la Procura intende accertare le reali cause della morte di Imane Fadil, facendo luce sulla presenza anomala di metalli pesanti nel sangue e nelle urine della ragazza. A Corrado Galli, presidente della Società italiana di tossicologia, è stato affidato il compito di verificare i livelli fuori norma di antimonio, cromo, molibdeno e cadmio urinario.

Imane Fadil è arrivata alla clinica Humanitas in ambulanza il 29 gennaio scorso, dopo aver accusato un malore a casa di un amico, caratterizzato da spossatezza, forti mal di pancia, gonfiore del ventre e dimagrimento rapido. Inizialmente, i medici hanno pensato a un tumore del sangue, poi a una grave malattia autoimmune come il lupus, ma i riscontri delle analisi sono stati negativi. Per questo, ha iniziato a prendere quota l’ipotesi di avvelenamento, evocata dalla stessa modella negli ultimi giorni di vita.

Per i pm, stando a quanto si legge sulle pagine del ‘Corriere della Sera’, resta alta la probabilità di una malattia rara che i medici non sono stati in grado di diagnosticare. Spetterà, ora, all’autopsia far chiarezza sui reali motivi del decesso di Imane Fadil.

 

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