Ilaria Salis tifa per Askatasuna. Per lei “lo schifo” l’hanno fatto i poliziotti

Ilaria Salis si  conferma una fan  dei teppisti di Askatasuna che hanno devastato Torino e pestato a martellata l’agente Alessandro Calista. In un post delirante Ilaria Salis supera se stessa. “Da Torino – scrive sui suoi profili social – continuano ad arrivare immagini e testimonianze di gravi abusi di polizia. Pestaggi di gruppo contro manifestanti isolati che non oppongono alcuna resistenza; lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo per colpire e fare male; insulti e minacce; etc. etc”. La compagna Salis, arrestata a Budapest con l’accusata di pestaggio contro un gruppo di manifestanti di destra, si unisce al coro di chi capovolge con la realtà. E puntato i riflettori sulle presunte violenze degli agenti. Del resto in questi giorni si è sentito di tutto dalle sentinelle democratiche, arrivate a sostenere la regia occulta del governo Meloni per imprimere una deriva securitaria. E così cosa c’è di meglio che gridare allo Stato di polizia e immortalare gli sbirri manganellatori? E chi meglio di lei? L’eroina delle occupazioni abusive. Che alla vigilia dei cortei si rammaricava per non poter scendere in piazza a Torino. “Ma con il cuore sono lì con voi”, il suo messaggio sui social che si conclude con “Buona manifestazione a tutte! #Askatasuna”.

Oggi arriva il comizio militante via social che invita al processo sommario contro i poliziotti nemici.

“Di fronte a questo schifo (le violenze degli agenti, ndr) – continua sdegnata – chissà come mai non si leva lo stesso coro di condanne che abbiamo sentito a parti invertite. È la politica del doppio standard, la stessa ipocrisia che conosciamo fin troppo bene in politica estera”. Neanche a dirlo la riflessione militante si conclude con un attacco al nuovo pacchetto sicurezza sul tavolo del Consiglio dei ministri. Che – incalza – “sarebbe più corretto definire pacchetto repressione, pensato per ampliare ulteriormente i poteri della polizia e garantirle una sostanziale impunità. Con l’aberrazione giuridica dello scudo penale, le Forze dell’ordine diventeranno cittadini un po’ più uguali degli altri di fronte alla legge. I manifestanti sottoposti a fermo preventivo, un po’ meno. La deriva autoritaria guidata dai post-fascisti al potere compie un altro strappo in avanti. Sta a noi contrastarla. Per farlo, serve una coalizione ampia”. Tutto chiaro.

“Sbagliato ridurre l’opposizione sociale a pochi secondi di video”, ha detto dopo un timida condanna delle violenze (prendo le distanze dall’episodio del martello). E ancora, l’invito a non cancellare “deliberatamente il contesto e appiattendo la narrazione. Accettare questa semplificazione significa avvallare, consapevolmente o meno, l’operazione di psico-polizia messa in campo dal Governo”. Senza parole. Eccola l’ultima missione di Ilaria Salis…

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