Il Vice Ministro italiano per lo Sviluppo Economico in un’esclusiva ad Al-Ahram: la cooperazione è l’unico modo per bloccare l’escalation del terrorismo

Calenda ha confermato che l’Italia assicurerà una presenza di alto livello alla conferenza economica di Sharm, sia per quanto riguarda la delegazione istituzionale che le aziende coinvolte, in coerenza con la profondità e l’intensità delle nostre relazioni bilaterali.

Calenda, che ha iniziato la sua visita in Egitto lo scorso sabato accompagnato da una grande missione economica che raggruppa rappresentanti da 84 aziende italiane per esaminare progetti di investimento in Egitto, ha sottolineato in un’intervista ad Al Ahram che la visita è stata di successo ed ha conseguito risultati importanti.
Il Vice Ministro italiano ha parlato dell’impatto della situazione in Libia sulla cooperazione tra l’Europa e i paesi del Nordafrica e sul futuro delle relazioni tra l’Italia e l’Egitto.

giornaleVi riporto qui di seguito il testo dell’intervista

Come valuta i risultati realizzati dalla missione imprenditoriale italiana al Cairo a seguito dei Suoi incontri con i vertici egiziani?
Negli incontri bilaterali che ho avuto con molti Ministri sono scaturite nuove e interessanti possibilità di collaborazione intergovernativa,opportunità che studieremo attentamente nei prossimi mesi affinché dai loro sviluppi ne derivino concrete occasioni d’affari per entrambi i sistemi imprenditoriali, egiziano e italiano. Questi i primi risultati importanti di questa missione. Hanno preso parte alla missione aziende nuove al mercato egiziano che hanno avuto modo di avviare quindi nuovi rapporti
di affari con controparti locali, ma anche imprese italiane che già operano da anni con il vostro paese e che – grazie alla partecipazione alla missione – hanno potuto sviluppare ulteriormente le relazioni commerciali già avviate come individuare ulteriori interlocutori.

Quali risultati si aspetta il governo italiano dalla missione imprenditoriale in particolare alla vigilia dell’importante conferenza economica di Sharm El – Sheikh?
L’Italia ha attribuito la massima importanza al successo di questa missione, non solo per lo straordinario momento che le relazioni bilaterali tra Italia
ha rappresentato un ulteriore significativo elemento nella politica che il nostro paese sta promuovendo per rafforzare il partenariato strategico con l’Egitto, alla vigilia dell’importante conferenza per lo sviluppo economico dell’Egitto di Sharm El – Sheikh.

Come giudica lo sviluppo delle relazioni bilaterali tra Egitto e Italia? In quali settori la collaborazione potrebbe essere ulteriormente sviluppata in futuro?
Come già ampiamente ribadito dal Presidente Renzi durante la recente visita in Italia del Presidente Al Sisi a novembre scorso, l’Egitto è un partner strategico fondamentale, non solo dell’Italia ma di tutta l’Europa, per affrontare le questioni geopolitiche del Mediterraneo. In un momento storico quale quello attuale, in cui si vive sotto la costante minaccia terroristica, l’unico modo per bloccare l’escalation del terrore è rafforzare la cooperazione. I recenti terribili fatti avvenuti in Libia sono l’ulteriore riprova che è questa un’emergenza per affrontare la quale tutti dobbiamo lavorare con determinazione. Il nuovo impulso registrato nei rapporti
bilaterali fra i nostri due paesi non mira pertanto solo all’incremento delle relazioni commerciali ed economiche, che rimangono comunque certamente fondamentali, ma punta a garantire le basi per promuovere la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente e Nord Africa.
In termini di scelte di politica economica, il contesto imprenditoriale sta mostrando miglioramenti e risultati incoraggianti (es. riforma dei sussidi energetici, tassazione sulle plusvalenze, aumento delle imposte per i redditi medio-alti, tetto ai salari pubblici), anche attraverso l’adozione di misure legislative e normative che porranno fine auspicabilmente ad alcuni dei più pressanti problemi che affliggono le società straniere (come ad esempio l’adozione di un decreto legge che limita il ricorso contro le passate acquisizioni di società statali, e il pagamento di un’ulteriore tranche di arretrati alle compagnie petrolifere straniere). L’intenzione del governo è chiara, e va nella giusta direzione di un’accelerazione della ripresa economica e dell’aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile. Tuttavia è importante continuare sul cammino delle ambiziose riforme economiche e istituzionali, al fine di creare un ambiente favorevole agli investimenti, sulla base di regole chiare, trasparenti e prevedibili. Altrettanto importante è continuare a rassicurare i nostri investitori esistenti. In tale contesto, incoraggiamo il Governo egiziano ad applicare al più presto la nuova legislazione in materia di investimenti, che riteniamo fondamentale.

L’Italia è uno dei paesi europei con cui l’Egitto registra un importante interscambio. Per quali comparti potrebbe esserci un ulteriore incremento?
Il 2014 è stato un anno record per i nostri scambi commerciali, siamo riusciti a tornare ai livelli del 2012, con un interscambio che ha superato i 5 miliardi di dollari. L’Italia si conferma il primo partner dell’Egitto in Europa, il primo acquirente in assoluto, uno tra i principali fornitori e investitori, anche in settori strategici. Il totale degli investimenti italiani in Egitto – considerati tra i più importanti e concentrati su settori prioritari per l’economia egiziana, come i trasporti, servizi bancari, macchinari, petrolio, turismo , comunicazioni e costruzioni – ammontano a circa 6 miliardi di dollari. Ci sono 878 aziende che operano con capitale italiano in Egitto, generando 3,5 miliardi di euro di reddito e impiegando circa 30.000 persone. Tutto questo rende l’Italia uno dei maggiori investitori nell’economia egiziana.
Dall’energia alle infrastrutture, dalla formazione tecnica alle rinnovabili, dai trasporti alla logistica, dall’agricoltura alle costruzioni, questi sono i settori in cui la collaborazione Italia-Egitto può essere ulteriormente sviluppata. Altri settori riguardano il trasferimento di tecnologia italiana in Egitto, in particolare verso le industrie manifatturiere dei mobili, del cuoio, dell’alimentare e chimico. Un altro punto fondamentale riguarda il supporto italiano ai programmi di formazione tecnica e industriale.

Qual è la dimensione della partecipazione italiana alla conferenza economica di Sharm El-Sheikh?
In coerenza con la profondità e l’intensità delle nostre relazioni bilaterali, l’Italia assicurerà un presenza di alto livello, sia per quanto riguarda la delegazione istituzionale che le aziende coinvolte. Penso che il clima favorevole agli investitori esteri promesso dal Presidente Al Sisi, così come il lancio di nuovi megaprogetti infrastrutturali, non possa che accrescere le formule di collaborazione fra le imprese dei due nostri due paesi, l’Italia e l’Egitto.

Pensa che l’instabilità politica che sta caratterizzando la Libia sia un fattore di rischio o una possibilità per rafforzare la reciproca collaborazione tra l’Europa e il nord Africa per affrontare il fenomeno del terrorismo?
Purtroppo i recenti gravissimi avvenimenti hanno aperto drammaticamente gli occhi degli europei e del mondo in generale sul livello di gravità e di pericolosità della situazione libica. Il vostro paese che già accoglie molti rifugiati è un centro fondamentale di stabilizzazione dell’area. La politica europea deve prendere coscienza e assicurare all’Egitto il proprio aiuto e la massima collaborazione.

L’Italia come vede il futuro della Libia e la possibilità per raggiungere la stabilità?
Sulla Libia, l’Italia sostiene la mediazione delle Nazioni Unite, e, come ha chiarito il Governo italiano in questi giorni, siamo pronti a fare la nostra parte, in un quadro di legalità internazionale. Il Primo Ministro Matteo Renzi ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente Al-Sisi proprio nei giorni scorsi, per discutere di lotta contro il terrorismo, e dei passi politici e diplomatici da compiere, nel quadro del Consiglio di Sicurezza Onu, per riportare sicurezza e pace in Libia. Egitto e Italia condividono le stesse preoccupazioni e i medesimi interessi su questo dossier, e dunque credo che la collaborazione fra i nostri due Paesi ne uscirà ulteriormente rafforzata.

Rassegna stampa visita VM Calenda

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