Il treno è pieno ma per il parlamentare casertano il posto salta fuori

Un treno pieno ma il posto salta fuori se sei un parlamentare. Protagonista della vicenda, riportata da Il Giornale, il deputato casertano del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo che sarebbe riuscito a salire a bordo di un Freccia Argento ‘sfruttando’ il suo ruolo istituzionale.

L’episodio – riferisce il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti – si sarebbe verificato venerdì scorso. Alla stazione Termini di Roma si registrano ritardi enormi, fino a 160 minuti, con i pendolari disperati. Al binario 7 c’è un Freccia Argento Roma-Lecce con partenza alle 15,05. Il convoglio è pieno. Un cordone formato dal personale di Trenitalia e vigilanza privata nega l’ingresso a tanti viaggiatori che si sono visti cancellare il proprio treno o che avevano il proprio convoglio in ritardo.

In quella confusione spunta Santillo che avrebbe chiesto di poter salire nonostante avesse un biglietto per un treno successivo, quello delle 17,05. Al diniego del personale di Trenitalia, l’onorevole avrebbe tirato fuori il proprio tesserino della Camera. All’improvviso il posto sarebbe saltato fuori, in prima classe.

La replica dell’onorevole

‘’Una notizia strumentale”. L’ha definita così il deputato casertano del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo, finito al centro di un articolo de ‘Il Giornale’ per aver viaggiato su un treno, nonostante questo fosse pieno.

Secondo il quotidiano, Santillo avrebbe tirato fuori il proprio tesserino della Camera per accedere ad un convoglio pieno, un Freccia Argento Roma-Lecce con partenza alle 15,05. “Ovviamente la verità relativa alla questione è totalmente diversa rispetto a quanto riportato da “Il Giornale”. Tra i servizi dedicati nell’ambito del trasporto ferroviario, per lo svolgimento dell’esercizio delle proprie funzioni, vi è quella di riservare, ad ogni corsa, alcuni posti ai parlamentari. Tali posti, ad ogni viaggio, non vengono mai resi disponibili per i passeggeri proprio perché all’ultimo momento i parlamentari ne possono usufruire se non già occupati da altri colleghi. Questo è quanto accaduto venerdì scorso: ho acquistato un biglietto per il treno delle 17.05 ma, poiché avevo terminato i miei impegni a Roma e dovevo continuare a svolgere il mio mandato sul territorio casertano, ho chiesto al personale in servizio disponibilità per il treno delle 15.05 e mi è stato comunicato il posto esatto dove potermi sedere. Ho semplicemente svolto un’azione prevista da leggi e regolamenti in vigore già da diversi anni. Per dovere di cronaca, l’altro posto di fronte, anch’esso destinato solo ai parlamentari, è rimasto libero per tutto il mio viaggio. Non è stato leso il diritto di nessun pendolare o passeggero e non è stato creato alcun tipo di disservizio in quanto quei sedili, ripeto, non sono fruibili dai viaggiatori”.

“La ricostruzione de “Il Giornale” – aggiunge Santillo – è del tutto strumentale, una testata che non ho visto mai battersi con la stessa foga per le dimissioni immediate del Ministro Lollobrigida che ha fatto fermare un treno per scendere a una fermata non prevista permettendogli poi proseguire per un evento propagandistico in quel di Caivano. La questione dei disagi registrati sulla rete ferroviaria è ben altra, la consuetudine di spostare l’attenzione sui veri problemi sta diventando la quotidianità. Dopo i presunti “sabotaggi” si continuano a registrare ritardi stratosferici, fa più comodo a qualcuno stravolgere la realtà piuttosto che dire che dopo mesi i treni continuano, tra una giustificazione e un’altra, a portare ritardi esagerati che creano serie difficoltà a passeggeri e lavoratori”.

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