Il tramonto dell’individualismo/singolarismo in politica

L’individualismo/singolarismo in politica è la capacità di saper cogliere quel bisogno di autonomia intesa come concetto di libertà e di individualismo. Prima l’individuo e poi lo Stato: lo Stato è fatto per l’individuo e non l’individuo per lo Stato. Esso comporta la rivendicazione di diritti individuali soggettivi ad autodeterminarsi da soli, di darsi proprie norme. Nel 1994, Silvio Berlusconi ebbe questa intuizione che ha dominato per circa un trentennio il centro politicamente inteso, la cui conquista ha consentito alle destre come alle sinistre di poter decidere gli esiti delle elezioni a proprio favore. Il dato delle ultime elezioni amministrative mette in risalto due aspetti: uno che il centrodestra continua ad avere uno zoccolo duro in quanto a consensi anche se non comparabile con quello di Salvini e della Meloni, l’altro che le intenzioni di voto che normalmente premiano i vincitori, non ha funzionato a favore delle sinistre, anche se sono state vincitrici. Per non parlare dell’astensionismo che ha raggiunto il 60%. In sintesi è ragionevole ipotizzare la nascita di un nuovo centro, con una struttura del tutto nuova che vada al di là degli attuali partiti e movimenti che si ispirano ad un’ idea di centro. E’ chiaro che quello che occorre è una nuova offerta politica che possa rispondere a quei bisogni di chi ha ritenuto giusto disertare le urne. Bisogna anche tener conto, però, che la nostra è ancora una società individualista, in cui l’individuo sembra non essere più sorretto dall’idea dell’eguaglianza, ma propone un modello sociale non egualitarista. In altri termini abbiamo una classe di governati che cerca di affermarsi anche a detrimento dell’eguaglianza sociale. E questo modo di porsi nel sistema sociale spazia dai partiti ai corpi intermedi. Il singolarismo è stato fatto proprio dalle destre che si sono sentite vincenti rispetto al vecchio centro con il tentativo di trasformare l’individualismo egualitario in un individualismo non egualitario. Ma non avevano immaginato che si sarebbero, un giorno, scontrate con un nemico forte ed invisibile, non politico, il Covid 19, la pandemia. La pandemia ha fatto emergere i limiti e le debolezze del singolo individuo di fronte ai grandi eventi di portata nazionale e sovranazionale e la necessità di una risposta collettiva a livello globale. E i sostenitori del singolarismo si sono trovati a fare i conti con un nemico che ha reso vana e inadeguata la loro offerta politica. Molti tormentoni che ci hanno inondato la mente, l’antieuropeismo, l’immigrazione, il complottismo internazionale, oggi sono quasi dimenticati e il centro sarà il luogo dove le istanze individualiste nel senso di responsabilità e autodeterminazione possono trovare uno spazio politico di libertà che promuove uguaglianza e democrazia.

Andrea Viscardi

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