Il tempo odierno della politica è racchiuso nel ‘postideologico…’

Non è una novità che io fossi quello più scettico. Ma questa ipotesi di governo ha ricevuto il record di sempre di voti sulla piattaforma Rousseau, ha anche il pieno sostegno di Beppe Grillo”. Così Luigi Di Maio ha spiegato sul blog delle stelle la genesi del nuovo governo Conte  sostenuto da Pd e M5S.

“È stato difficile cambiare coalizione di governo in una estate, lo ammetto. È stata durissima – scrive il capo politico dei cinquestelle – non vedere riconfermati alcuni dei nostri ministri, è stato difficilissimo creare un programma in pochi giorni, per me non è stato semplice per nulla ed è per questo che alzavo la voce sui 20 punti del programma”.

Abbiamo realizzato un’altra impresa, scrive Di Maio, abbiamo dimostrato davvero di essere postideologici: abbiamo accettato di lavorare con forze politiche di destra o di sinistra. Facendo un nuovo governo Conte, con una forza politica diversa. Qualcuno dice che l’abbiamo fatto per le poltrone. Io dico che l’abbiamo fatto perché altrimenti l’Italia avrebbe avuto un governo che per prima cosa avrebbe cancellato la legge anticorruzione e rimesso la prescrizione e, magari, fatto eleggere Berlusconi presidente della Repubblica. Di Maio ha risposto anche alle parole di Di Battista, che invitava il Movimento a non fidarsi del Partito Democratico: ‘Lo dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento’.

I termini in voga ormaisono diventat: ‘ne di destra, ne di sinistra; postideologici; e altri termini in sintonia che in Defilippiana memoria dicono tutto senza dire niente. Anche Maria Elena Boschi fa il punto sul Pd, sul Conte bis, e su Matteo Renzi e Italia Viva che, parole sue,  è rivolto ‘a migliaia di persone che si sentono orfane di una guida politica. Se lei vedesse come squillano i telefoni, quante email e sms arrivano, quanta gente si offre per dare una mano resterebbe stupita’.

Grazie a Italia Viva il governo avrà più parlamentari, non meno. Quanto a Matteo Salvini, noi siamo quelli che lo hanno messo nell’angolo, non che lo hanno resuscitato. Abbiamo accettato persino di votare coi 5 Stelle pur di non dargli i ‘pieni poteri’. Erano altri quelli che volevano andare a votare a tutti i costi, non noi. Il programma di governo per noi è vincolante. Conte si è impegnato in Parlamento, noi siamo impegnati con Conte. Il punto che per noi ha maggiore rilevanza è il Family act al quale sta lavorando la ministra Bonetti: asili nido, assegno per le famiglie, misure per le donne.

Italia Viva, secondo la fedelissima a Matteo Renzi, non si candiderà alle prossime regionali, ma sfrutterà il prossimo periodo per farsi conoscere e ottenere consensi. ‘Da qui alle elezioni del 2023 c’è tanto tempo. E se senza logo, senza una sola iniziativa, senza niente siamo stimati al 5%, credo che la cosa debba far riflettere. Penso che Italia Viva non sarà un partitino. Ma che ve ne fosse bisogno non c’è dubbio: c’è una prateria intera per chi non vuole seguire gli estremismi di Matteo Salvini, fondare la società solo sull’assistenzialismo o diventare socio della Casaleggio. Non ci candideremo in nessuna delle prossime elezioni regionali. Ovviamente vediamo di buon occhio le candidature civiche, sia in Regione che nelle amministrazioni comunali.

L’addio al Pd, ha spiegato Maria Elena Boschi, è stato sofferto. ‘Lasciare tanti amici con cui si sono fatte riforme epocali fa male. Ma sono convinta di ciò che abbiamo fatto. E soprattutto di ciò che faremo. Rimettere al centro le donne, parlare ai piccoli imprenditori come agli artigiani, disegnare uno sviluppo sostenibile. Inutile insistere per recuperare un rapporto irrimediabilmente compromesso: lasciamoci senza rancore. Noi andiamo, se tornano Massimo D’Alema e Roberto Speranza, buon per loro. Non è un addio, perché siamo amici. E i rapporti umani valgono più dei rapporti politici. Ma abbiamo idee diverse: non è una finta. Finché Renzi si è rifiutato di giocare il ruolo di capocorrente chiunque poteva intestarsi le sue idee. Adesso c’è Italia Viva e per chi crede in Renzi è tutto più semplice’.

Sulle voci che avrebbero voluto la vicepresidente della Camera dentro il nuovo progetto renziano, Maria Elena Boschi ha dichiarato: ‘Mara Carfagna resta in Forza Italia, Beatrice Lorenzin entra nel Pd: in bocca al lupo a entrambe. Noi seguiamo un’altra strada’. E ha smentito le voci che la vorrebbero capogruppo di Italia Viva in Senato: ‘Con Gigi Marattin, che è un amico fraterno oltre che un bravissimo collega, daremo una mano nelle prime ore come faranno Davide Faraone e Laura Garavini al Senato. La leadership politica è affidata per adesso a Teresa Bellanova e Ettore Rosato. E la scrittura del manifesto a Lisa Noja e Gennaro Migliore. Se c’è una cosa che mi piace di questa nuova nostra casa e che per ogni incarico c’è la diarchia: uomo-donna. Siamo il partito più femminista e io ne sono fiera’.

 

 

 

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