Il TAR sospende il divieto d’ingresso. Open Arms fa rotta verso Lampedusa

Open Arms salva altri migranti al largo della Libia. A dare la notizia su Twitter la stessa ONG che ora chiede un porto sicuro dove poter sbarcare. “Stavano affondando, l’acqua stava entrando nel gommone. Siamo arrivati, sono tutti salvi e ora chiediamo un porto sicuro“. La ONG spagnola si è messa in viaggio verso l’Italia dopo che Malta ha vietato l’ingresso. Intanto l’imbarcazione lancia l’hashtag #megliomultatichecomplici. “Il decreto sicurezza bis è legge – spiega la Open Arms – difficile trovare le parole per spiegare alle persone a bordo che averle salvate ha un prezzo. Un milione di euro“.

 In attesa di capire il futuro degli altri migranti a bordo della Open Arms, tre persone malate sono sbarcate a Lampedusa per essere sottoposte alle cure mediche. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

 La nave si è mossa dopo la decisione da parte del TAR del Lazio di sospendere il divieto d’ingresso per la ONG spagnola. L’ultimo salvataggio dei migranti è avvenuto al largo della Libia. Decisivo l’intervento della Open Arms che ha soccorso 55 persone in difficoltà. La ONG ha fatto sapere che tutti i profughi sono stati tratti in salvo ma ora c’è bisogno di un porto sicuro per poter sbarcare. L’imbarcazione è in viaggio verso l’Italia ma domani il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, potrebbe firmare la diffida di entrare in acque italiane.

Stessa cosa per la Alan Kurdi che è sempre più vicina a Lampedusa. La ONG tedesca ha rifiutato l’approdo a Tripoli e attende il luogo dove attraccare. Nelle prossime ore l’imbarcazione potrebbe essere raggiunta dall’altra nave spagnola che è in viaggio verso l’isola siciliana.

Il ministro Salvini ha ribadito la chiusura dei porti e si preannuncia un lungo braccio di ferro con le due ONG. Decisivo, come successo con la Gregoretti, potrebbe essere l’intervento di Bruxelles. L’UE da domani dovrebbe avviare i contatti con i Paesi dell’UE per la redistribuzione dei migranti soccorsi dalla Sea Watch e dalla Open Arms.

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