Il sorriso di Mauro Rostagno

Adriano Sofri ha scritto “Reagì Mauro Rostagno sorridendo” all’indomani della sentenza che dopo 26 anni ha condannato l’esecutore materiale ed il  mandante dell’omicidio. E’ un libro sull’amicizia e sul tempo trascorso dal 26 settembre 1988, giorno dell’uccisione del sociologo ed icona del ’68,  e star di Lotta Continua, Mauro Rostagno. A 47 anni era ritornato dall’India ed aveva fondato con la moglie Chicca e Francesco Cardella la comunità “Saman” a Trapani per il recupero dei tossicodipendenti. Un’esperienza, a quei tempi, unica. Rostagno era anche diventato il primo giornalista a parlare di Mafia in Sicilia. Chi lo uccise? Escludendo la mafia, che non esisteva, è tutto sconfinato nella ricerca di piste alternative: corna, Lotta Continua, complotti internazionali, loschi faccendieri ed altro. Adriano Sofri è stato amico di Rostagno e quando fu ucciso non gli fu concesso il permesso di partecipare ad i funarali. Sofri era stato arrestato come mandante dell’omicidio Calabresi e fu sospettato dai Carabinieri di Trapani di essere il mandante anche del delitto Rostagno. Venti anni dopo comincia il processo agli uccisori di Rostagno e Sofri ne diviene il cronista. La Corte d’Assise ha sentenziato, dopo 70 udienze ed una clamorosa perizia genetica, che Rostagno venne ucciso da Vito Mazara, campione di tiro a volo, killer preferito della mafia trapanese, su ordini del capomafia della città, Vincenzo Virga. Virga,  imprenditore, uomo politico, re del cemento e consulente Fininvest. Una perizia sul Dna su un pezzo di fucile rimasto sul luogo dell’attentato ed una intuizione del presidente della Corte, Angelo Pellino, hanno svelato il mistero.

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