
È uno spettacolo che commuove, che fa brillare gli occhi e che lascia addosso la sensazione limpida di aver assistito a qualcosa di profondamente umano. Rivoluzione Ridicola, storia di un artista di strada, scritto da Sara Baccarini e Salvatore Fazio, con l’adattamento teatrale e la regia di Simone Fioravanti, torna in scena al Teatro Trastevere di Roma dal 21 al 23 novembre alle ore 21, prodotto dalla Compagnia Artisti di Vita e interpretato da Yari Croce, artista di strada, clown, giocoliere e narratore di sé stesso.
La scena è semplice, popolata da tante valigie, come se ogni bagaglio contenesse un frammento di vita. In questo spazio essenziale Yari porta in scena non soltanto un personaggio ma la sua vicenda personale, con una recitazione non accademica e proprio per questo autentica, vibrante, vicina. È la verità di un clown che non finge, che non indossa tecniche ma emozioni. In sala ci sono sua madre e Giovanna, la donna che ha segnato l’inizio della sua vocazione e per la quale, un tempo, Yari scelse di diventare clown, semplicemente per restituirle un sorriso.
I clown sorridono sempre, anche quando dentro sono attraversati dalla tristezza. Questo principio ritorna con forza alla fine dello spettacolo, quando il regista ringrazia il pubblico e rivela che appena due giorni prima è morto il padre dell’attore. Eppure Yari è andato in scena, ha messo la maschera per onorare il proprio mestiere, la propria storia e, forse, anche quel legame appena spezzato.
Il racconto alterna monologo e numeri di giocoleria: clave, palline, spade, bolle di sapone, insieme a momenti di mimo e clownerie. Le bolle, di cui Yari è maestro, riempiono l’aria come piccoli universi delicati che resistono un istante e poi svaniscono, lasciando però negli occhi dello spettatore un riflesso meravigliato. Le musiche accompagnano ogni passaggio, contribuendo alla creazione di un ritmo poetico e narrativo che scorre senza inciampi.
Si ripercorrono gli inizi, quando ci si esercita in cameretta senza mostrarlo a nessuno, fino al primo spettacolo dedicato a Giovanna. Poi il viaggio a Napoli, città in cui il sorriso è un passepartout, ma che non risparmia fatiche a chi sceglie la strada come palcoscenico. Tra traffico, clacson e persone distratte dai pensieri quotidiani, l’artista tenta comunque di regalare cinque minuti di stupore a chi è fermo al semaforo, spesso ignaro di quel piccolo atto di rivoluzione quotidiana.
La parte finale apre il linguaggio del circo a una dimensione universale, proprio come la LIS, la lingua dei segni. Qui avviene l’incontro con una ragazzina che, nel suo momento più fragile, restituisce a Yari la forza per non abbandonare l’arte, mostrandogli che il sorriso, quando è condiviso, diventa un ponte. È la stessa forza che sta per portarlo a Vienna, dove presenterà uno spettacolo di bolle durante il periodo natalizio per incantare bambini e adulti.
Rivoluzione Ridicola racconta la storia di un anticonformista deciso a svincolarsi dai retaggi familiari e sociali, combattendo non con la violenza ma con la leggerezza. La sua rivoluzione è pacifica e libertaria, e il termine “ridicola” assume un valore luminoso, ludico, poetico. Un sorriso che diventa gesto politico, spirituale, umano.
Lo spettacolo, come sottolineato dalla Compagnia Artisti di Vita, è adatto a tutti, adulti e bambini, e alterna recitazione, musica e momenti visivi legati alla magia, alla clownerie e alla giocoleria. Non mancano apparizioni iconiche come il Clown, Charlie Chaplin e il Capitano Jack Sparrow, elementi che trasformano un monologo di vita in un viaggio immaginifico, capace di lasciare nel cuore una scorta preziosa di felicità.
Barbara Lalle
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