Il sindaco di Bibbiano: “Linciato da barbari del web e politica”

“Un mix di falsità, odio, ignoranza, ipocrisia con tanti obiettivi ma non sicuramente quello della verità e del bene dei minori. E dopo pochi giorni la sentenza di condanna era già stata emessa. I vili barbari del web chiedevano in nome del popolo il pubblico linciaggio degli indagati, sindaco in testa, se poi il sindaco è del PD ancora meglio”. Questo lo sfogo del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, coinvolto nell’inchiesta “Angeli e Demoni” sella procura di Reggio Emilia, nel giorno in cui la Cassazione gli ha dato la libertà annullando la misura dell’obbligo di dimora. “Il periodo dal 27 giugno al 3 dicembre 2019 lo dimenticherò difficilmente: ho toccato da vicino il significato vero, profondo della parola libertà. Il giorno dopo una delle tante serate trascorse in Comune vieni svegliato, e in poche ore, dalle Alpi alla Sicilia diventi il mostro, l’orco di Bibbiano”, afferma Carletti a quanto riportato da Repubblica.

“Leggevo le carte giudiziarie che raccontavano uno scenario e sui social ne veniva descritto uno diverso, terrificante, vignette sconvolgenti per il loro orrore, frasi irripetibili”, riporta il Corriere della Sera. “Un’inarrestabile macchina del fango alimentata da un mix di falsità, odio, ignoranza, ipocrisia. A un certo momento ho catalogato le offese e le minacce peggiori ricevute online e ho dato mandato ai miei avvocati di denunciare 147 persone”. “E’ stata dura, durissima reggere un clima così pesante, così violento, è stata una sofferenza incredibile vedere ogni giorno gli attacchi indegni di un paese civile nei confronti dei Bibbianesi, della comunità di Bibbiano. Ma la consapevolezza di avere sempre operato con onestà e correttezza e il sostegno, di tantissime persone, della mia comunità politica e la straordinaria reazione della mia giunta e dell’intero consiglio comunale, mi hanno dato la forza per non mollare”, afferma il sindaco di Bibbiano. “Adesso tornerò in silenzio”, riporta la Stampa. “Non tanto perché non abbia le mie cose da dire, ho tante cose da dire, ma credo che sia il doveroso rispetto nei confronti di chi ancora oggi sta conducendo ancora le indagini, il doveroso rispetto nei confronti delle famiglie dei bambini coinvolti. Sono il primo a volere la verità su questa vicenda”.

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