Il senatore Renzi autentico globetrotters

‘Starò fuori dal giro per qualche mese’,  Matteo Renzi si impone di rimanere dietro le quinte, limitando le incursioni in questa fase. Nei prossimi mesi, il senatore di Firenze ha un’agenda internazionale: ha iniziato a girare il mondo facendo discorsi remunerati, invitato in paesi stranieri tra lobby, partiti politici, capi di Stato e grandi imprenditori.

Sul Pd la palla è in mano a Maurizio Martina: non mi interessa fare alcuna corrente. Lega e grillini hanno promesso un libro dei sogni da 100 miliardi: il reddito di cittadinanza ne vale 20, la Flat tax 60, quota 100 vale 16, le clausole Iva 12. E noi dovremo essere i primi a farci sentire quando gli italiani capiranno che le risorse per realizzare i sogni non ci sono, e finirà la luna di miele.

In aereo alla volta di Arlington, al cimitero degli eroi Usa. Qui, dove l’ex presidente americano Bill Clinton terrà l’intervento chiave, Renzi è stato chiamato per le celebrazioni dei 50 anni dall’assassinio di Bob Kennedy. Un invito dovuto alle ottime relazioni strette quando era sindaco di Firenze con Kerry (figlia di Bob), tanto che la famiglia Kennedy ha voluto che uno degli interventi per il ricordo del 6 giugno 1968 fosse affidato proprio a Renzi: ‘Bob è stata una delle figure chiave della mia crescita politica: questo è un riconoscimento che mi emoziona molto’. Il 18 luglio, invece, tappa in Sudafrica per ricordare i 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela, al quale nel 2012 consegnò il Fiorino d’oro, massima onoreficenza fiorentina, poco prima della sua scomparsa.

A ottobre, però, Renzi torna in pista con la Leopolda, dal 19 al 21. Un appuntamento al quale Renzi si presenterà durante il lancio del nuovo libro che sta scrivendo.

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