‘Il salotto di Marcia Sedoc’ incontra Gabriele Marconi

Gabriele Marconi è noto al pubblico televisivo soprattutto come imitatore:  ‘Stasera mi butto’, ‘Ricomincio da due’, ‘Tgx’, ‘Ciao Weekend’ , ‘Domenica in’, ‘Il Bagaglino’, ‘Unomattina’,  ed altre,  sono le trasmissioni che più lo hanno visto protagonista, come  autore ed interprete di caratterizzazioni particolari che rivelano la sua poliedricità artistica. Nel tempo, ha imparato ad usare i suoi personaggi per fare satira politica  e di costume, e crescendo, artisticamente, portando in giro   per l’Italia spettacoli che lo vedevano  cabarettista, presentatore e cantante.  Si è rivelato un attore comico e drammatico nelle sue successive esperienze teatrali, interpretando opere contemporanee, ma anche Pirandello e Checov. Nel 2015 è stato tra i protagonisti della fiction ‘L’Oriana’, sulla vita di Oriana Fallaci, su RaiUno. Nel 2016 ha fatto parte del cast di ‘Don Matteo 10’. Prossimamente, uscirà  il suo primo libro di aforismi dal titolo ‘Quasi quasi lo metto su feisbuc’ e sarà protagonista della commedia teatrale ‘Fashion & Confucion’ al teatro Guanella a Roma dal 29 marzo al 9 aprile 2017.

Gabriele, la prima domanda è d’obbligo e riguarda il tuo libro di aforismi: ‘Quasi quasi lo metto su feisbuc’. Conoscendo la tua ironia e la tua profondità ti chiedo: ‘Qual è la reale importanza dei social?’. Tu sei un imitatore ed i social tendono all’imitazione…

 Diciamo che i social sono un modo per comunicare, per sfogarsi, per confrontarsi con gli altri e, per questo, possono essere molto positivi, specialmente per chi nella vita è timido. Ma non bisogna rifugiarsi troppo in un social network, perché appunto è un’imitazione della vita, è virtuale. Spesso la realtà svela poi difficoltà e risvolti che nel virtuale  rimangono nascosti.

Parlami di ‘L’Oriana’. Ti ha emozionato interpretare da protagonista della fiction che riguardava Oriana Fallaci?

 Lì ho interpretato Duilio Pallottelli, un fotografo che negli anni ’60 seguiva, andando in giro per il mondo, Oriana Fallaci e con lei condivideva avventure legate al lavoro, i suoi reportages. Lui non era così temerario come lei e, spesso, si ritrovava invischiato in situazioni molto difficili suo malgrado. Era, decisamente , un tipo brillante, ironico. Pur apprezzando le figure femminili, aveva un profondo rispetto per Oriana, senza mai andare oltre il rapporto di amicizia e lavoro con lei.  Fui scelto anche per una vaga rassomiglianza fisica. In poche parole, mi sono sentito molto Duilio. L’emozione per me è stato poter recitare vero, naturale, senza caricare quel personaggio di quella mia tendenza al comico. Ed è stato stimolante recitare con bravi attori come Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni, con il quale avevo già lavorato in precedenza in ‘Romanzo criminale 2’.

 Hai fatto anche parte di ‘Don Matteo 10’ interpretato dal notissimo Terence Hill, ovvero Mario Girotti. Tu ben sai che i personaggi interpretati possono ‘divorarti’, come nel caso di Terence, o dell’indimenticabile Bud Spencer, che si chiamava Mario Pedersoli.  Che procedura segui, e fissi, nelle tue imitazioni. Ogni imitatore, dal grande Alighiero Noschese, lo fa. Dai una ‘dritta’ a chi si esercita per diventare imitatore…

 Io ho iniziato 42 anni fa a fare le prime imitazioni, quando avevo 13 anni. E’ fondamentale  iniziare da giovani, quando la voce non è del tutto fissata. Io ho scoperto di essere portato a fare l’imitatore grazie alla passione per Totò. Registravo spezzoni di film e li imparavo a memoria. Mi sono entrati talmente tanto nella testa che quando li riproponevo mi veniva automaticamente anche la voce. Il mio consiglio è quello di provare a fare quello che feci io, aggiungendo l’immagine del personaggio che si vuole imitare, analizzando il modo in cui mette il mento quando parla. Poi si dovrebbe andare in altri dettagli, ma per ora mi fermo qui.

Ti interessa e ti affascina scrivere?

 Io amo scrivere. Avrei voluto sfondare come cantautore, non solo perché mi è sempre piaciuto cantare, ma perché avevo voglia di dire qualcosa. Da ragazzo, mi sentivo predisposto alla poesia e alla malinconia. Crescendo e avendo successo come attore comico e imitatore, ho iniziato a scrivere forzatamente cose comiche e, col tempo, penso di essere molto migliorato.

I tuoi futuri progetti.

 A marzo è prevista, appunto, l’uscita del mio primo libro di aforismi, dal titolo ‘Quasi quasi lo metto su feisbuc’,  in cui  penso si possa apprezzare la mia ironia. E’ una sorta di agenda in cui, per ogni giorno, dal 1 gennaio al 31 dicembre, ci sono due aforismi, tra il brillante e il riflessivo, da consultare e, magari, condividere sul proprio profilo facebook. Poi c’è ancora tanto teatro. Il 29 marzo debutto a Roma al teatro Guanella con una commedia musicale dal titolo ‘Fashion & Confucion’; a maggio mi cimenterò come attore in due opere di Checov (‘L’Orso’ e ‘Domanda di matrimonio’) e in autunno proporrò, come imitatore, lo spettacolo ‘Tutta un’altra storia’, in cui rivisito la storia in chiave comica, interpretando i personaggi storici con la voce dei personaggi di oggi.

Marcia Sedoc

 

 

 

 

 

 

 

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