Il Roseto comunale di Roma: un tripudio di forme e colori

ROMA – Sul versante orientale del colle Aventino, proprio difronte il Circo Massimo, c’è il Roseto comunale di Roma. È una piccola aria, divisa da via di Valle Murcia, di circa 10 mila metri quadrati e in leggero declivio. Sabato 13 giugno l’associazione culturale Calipso ha organizzato una visita guidata in vista della chiusura programmata per il giorno dopo. La guida, Lucilla Fabrizi, ci ha spiegato che questo Roseto è sicuramente il più importante d’Italia, e fra i più importanti al mondo. Nacque dall’idea di una signora statunitense, la contessa Mary Gayley Senni che aveva una grande passione per il giardinaggio e soprattutto per le rose. Al principio, il Roseto sorgeva sul colle Oppio ma a causa dei danni subiti durante la II Guerra mondiale, venne prima chiuso e poi spostato dove si trova ora nel 1950. Qui fino al 1934, però, c’era stato il cimitero ebraico, poi spostato in un settore del Verano per la costruzione di via di Valle Murcia. La zona poi venne occupata dagli ‘orti di guerra’ e infine dal Roseto come lo conosciamo noi oggi. La nostra guida ci dice che per riappacificarsi con gli ebrei, i cui morti erano stati scomodati, il Comune quando costruì il nuovo Roseto vi inserì alcuni elementi cari alla religione ebraica. Accanto all’ingresso della zona superiore vi è infatti una stele con le Tavole della Legge di Mosè che ne ricorda la passata destinazione.

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Sempre in questa zona, poi, i corridoi che separano le aiuole formano un Menorah, il tipico candelabro ebraico.

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Invece, l’unico elemento scultoreo è una fontana di Adolfo Maini del 1829 che però originariamente si trovava nell’area dove ora sorge via della Conciliazione.

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Nel Roseto si trovano oltre 1000 diverse specie di rose. Nel settore più grande sono ospitate le varietà che permettono di tracciare l’evoluzione della rosa dall’antichità ad oggi, suddivise tra ‘rose botaniche’, ‘rose antiche’ e ‘rose moderne’. Le prima, sono le rose nate spontaneamente; le seconde sono i primi ibridi più o meno coscienti; mentre le rose moderne sono fiori nati da incroci fra più tipi. Nella zona più piccola, invece, vengono ospitate le nuove varietà di rose appena create. Questi tipi vengono inviati al Roseto da tutto il mondo per partecipare al concorso internazionale ‘Premio Roma’ per nuove varietà. Il concorso fu istituito dalla contessa Mary Gayley Senni nel 1933, facendone parte della Giuria fino al 1954 in rappresentanza dell’American Rose Society. Le rose, spiega Lucilla Fabrizi, che partecipano al concorso vengono controllate per due anni dai tecnici del Roseto e da una speciale Giuria Permanente che valuta determinate caratteristiche del fiore come il portamento della pianta, la resistenza alle malattie, la rifiorenza ecc. Il punteggio estetico, invece, viene dato il giorno del concorso da una Giuria Internazionale, dichiarando vincitrice una rosa per ogni categoria in gara.
Il Roseto comunale di Roma è una gemma verde incastonata nell’Aventino. La regina è la rosa, un fiore che fin dall’antichità era apprezzato per le sue qualità e la sua bellezza. Vale la pena visitarlo se siete appassionati di giardinaggio o anche solo per una passeggiata tardo primaverile in un luogo dove alberga uno sfavillio di colori e profumi che ha contribuito a rendere il Roseto di Roma fra i più importanti al mondo.

Alessandro Moschini

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