Il rock è rock

Piero Pelu’ attacca Matteo Renzi e definisce elemosina gli 80 euro in busta paga definendolo il boy scout di Licio Gelli, quasi che intravedesse un ombra massonica nei suoi successi.  Lancia poi strali su problemi reali come disoccupazione, corruzione, voto di scambio, ‘ndrangheta e camorra. E chiude con un buon joint indirizzato a Giovanardi.  Pelù  è scatenato durante la sua performance sul palco del Primo Maggio a Roma. “Gli F35 rubano i soldi a scuole e ospedali. Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro. Il non eletto, ovverosia il boy scout di Licio Gelli  deve capire che in Italia c’è un grande nemico, un nemico interno che si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta. La nostra è una guerra interna, il nemico è dentro di noi, forse siamo noi”. Quando la politica va veloce succede che il rock diventa lento,   risponde Pina Picierno,  che si è scoperta fan di Celentano e richiama alla memoria  la dicotomia di rock e di  lento.   “Probabilmente era impegnato in una registrazione di The voice e non si è accorto di quanto stava avvenendo nel nostro paese e forse non sa che gli 80 euro che il governo Renzi ha deciso di redistribuire a chi ha sempre pagato non sono un’elemosina come l’ha definita lui, ma il primo passo verso l’equità sociale che noi del pd vogliamo assolutamente riportare in questo paese. Mi dispiace, conclude la Picierno, che a dire no a questi 80 euro sia una persona fortunata e benestante grazie al suo talento. Ogni tanto però bisognerebbe uscire dai panni del rocker milionario e indossare quelli di chi vive con mille euro al mese.”. Carissima Pina Picierno,  una rock star è una rock star e comunica con i suoi linguaggi. La sua musica, i suoi testi,  il suo modo di essere,   e magari anche chi vive con mille euro al mese paga il biglietto per andarlo ad ascoltare, ed assistendo al   concerto e può anche pensare: “Grazie a voi, veri e grandi politici, che con i vostri miseri ottanta euro mi avete consentito di venire al concerto. E poi magari, e voglio pregarLa di credermi, è un astensionista e non verrà di certo a votarLa.”.  Ripassi al momento la storia della musica e colga i suoi significati nascosti e celati. Per ora ascolti la risposta di  Pelù: “Pagherò le conseguenze di quello che ho detto ma non me ne frega nulla. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire qualcuno che dica certe cose. Ormai i mezzi di distrazione di massa sono compatti sulla propaganda. Ci vuole una voce fuori dal coro. Non ho detto nulla, ero posseduto dal ribelle che è dentro di me  e comunque la cartina di tornasole è mia madre che  mi ha chiamato e mi ha confermato che ho detto tutto bene'”. Anche il blog di Beppe Grillo riprende in un post l’attacco al premier Matteo Renzi lanciato da Piero Pelù in un post dal titolo “Il boy scout di Licio Gelli”. La diretta su Rai3 del Concertone del Primo maggio a Roma si è fermata a 919 mila spettatori con il 3,87%, ma l’organizzatore Marco Godano esulta parlando addirittura del miglior Concertone degli ultimi anni e si dice  orgoglioso di quel milione di ragazzi che si è divertito pacificamente e ha riflettuto insieme a noi sulle storie che abbiamo raccontato, anche le più dure.

Cocis

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