Il punto sulla serie A

Non steccano le prime della classe. Napoli, Juventus e Lazio restano a punteggio pieno e, ironia della sorte, si impongono sulle rispettive avversarie con lo stesso risultato: tre reti ad una. Come se si fossero messe d’accordo su quanta furia metterci sotto rete e cosa concedere. Nel plotone di testa ci dovrebbe essere anche la splendida Sampdoria che deve fare i conti con un punto di penalizzazione, ma anche la squadra di Ferrara è a punteggio pieno. Colpo corsaro dei doriani a Pescara, con un super Maxi Lopez autore di una doppietta e con il primo gol in maglia blucerchiata di Estigarribia. Sfortunato il Pescara per i legni colpiti da Vukusic, e a nulla sono serviti i gol di Celik e Caprari. Alla fine, esulta la Samp che ha sbancato l’Adriatico per tre reti a due, e per gli abruzzesi, le sfide che l’anno scorso in cadetteria hanno dominato, nella massima serie si rivelano docce gelate. Dopo la sconfitta incassata a Torino, anche l’altra squadra che l’anno scorso ha conquistato la promozione insieme alla macchina perfetta guidata da Zeman, ossia la Sampdoria, è riuscita a prevalere contro un Pescara travolto da nove gol in tre partite. Con lo stesso risultato della sfida di Pescara, il Bologna ha confezionato la grande impresa della domenica. Sotto di due gol all’Olimpico contro una Roma spumeggiante nei primi 45’, nella ripresa ha pietrificato i tifosi giallorossi. Una doppietta di Gilardino e una perla del solito Diamanti hanno regalato alla squadra di Pioli un successo insperato, grande amarezza per i capitolini, con le squadre di Zeman che dimostrano ancora di avere il solito difetto: devastanti per larghi tratti della gara per poi crollare improvvisamente. Applausi comunque per i felsinei, riusciti a ribaltare una sfida che dopo il primo tempo sembrava segnata. Ma ora è bene parlare delle squadre di vetta. Grande colpo della Lazio che, con autorevolezza e disinvoltura, ha giganteggiato a Verona. Chievo tramortito da un Hernanes sugli scudi. Doppietta per il Profeta, e poi non poteva mancare il sigillo di bomber Klose, per i clivensi il gol su rigore di Pellissier non ha cambiato le sorti di un match dominato dai biancocelesti di Petkovic. Sontuoso anche il Napoli. Micidiale nelle ripartenze, nonostante la prova non brillante di Cavani. Eppure il Matador aveva aperto le danze su rigore dopo l’atterramento di Pandev in area, poi stesso il macedone ha siglato la rete del 2-0 su assist di un ispiratissimo Hamsik. Poi allo scadere della prima frazione, Parolo ha riaperto la gara. E nella ripresa, il Parma sembrava aver preso coraggio, ma Lorenzo Insigne, fresco di convocazione in Nazionale, appena entrato ha subito colpito e chiuso la gara. Primo gol in campionato con la maglia azzurra di uno dei giovani più promettenti. Grande reazione poi della Juventus a Marassi. Genoa in vantaggio con Immobile, ma nella ripresa si è scatenata la furia bianconera. Giaccherini, Vucinic e Asamoah hanno tramortito i rossoblu, rivelatisi di punto in bianco impotenti e in panne. Ancora sotto choc l’Udinese. Quest’anno non sembra girare nel verso giusto la ruota friulana. In vantaggio di due reti grazie a Basta e Di Natale, il giocattolo di Guidolin ha iniziato a vacillare dopo l’espulsione di Lazzari. Così Calaiò e Ze Eduardo hanno riportato la Robur in parità inaridendo un’Udinese che seguita ad annaspare. Così come succede al Milan, che nell’anticipo si è fatto piegare in casa dall’Atalanta, corsara con Cigarini. Tre partite e due ko (peraltro casalinghi) di una squadra a cui Allegri deve trovare un antidoto per renderla più incisiva e meno vulnerabile. Sempre nell’anticipo del sabato, il Palermo è stato beffato nel finale da Sau dopo essere passato in vantaggio con Rios. Infine un’altra squadra che quest’anno si candida per recitare una stagione di lusso è la Fiorentina di Montella. Quando sale in cattedra Jovetic non ce n’è per nessuno, con quello rifilato al Catania ha siglato il quarto gol in tre gare, e poi nel 2-0 con cui ci si è imposti contro la squadra di Maran, ha messo il suo sigillo anche Luca Toni che non poteva immaginare ritorno migliore davanti ai suoi ex tifosi. 

Maurizio Longhi

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