Il Presidente del Consiglio prigioniero della sua maggioranza

A meno di due mesi dalla sua nascita, il Conte 2, sembra la copia di quello precedente, con la variante che appare molto più sfilacciato. Abbiamo il Premier tra due fuochi: quello di Renzi da una parte e i Cinque Stelle dall’altro. Il Pd , il convitato di pietra. I Grillini non perdono occasione per sottolineare che i loro voti sono indispensabili, quasi che Conte non fosse stato indicato da loro sia nel governo precedente che in quello in carica. Vero è, che il Premier sembra aver preso le distanze dai grillini e ha messo in atto una manovra di avvicinamento al Pd e gioca una partita tutta sua che potrebbe portarlo lontano, o farlo inciampare al primo ostacolo serio. Ad ogni buon conto sembra riproporsi lo stesso schema dei primi di agosto: allora Salvini intenzionato ad andare al voto sperava in una sponda “amica”, quella di Zingaretti, che puntualmente fu costretto da Renzi a fare il Governo giallo-rosso: oggi il segretario del Pd potrebbe pensare ad eventuali elezioni anticipate, magari con Conte Premier. In sintesi non ci dovrebbe essere un governo intermedio così come vagheggiato da Renzi. Infatti l’ex segretario ed ex Premier avrebbe in mente un nuovo governo, con la stessa maggioranza, ma con a capo un nuovo Presidente del Consiglio, o nella peggiore delle ipotesi un governo tecnico, magari sostenuto anche dal centrodestra. Insomma un governo che accontenti il rottamatore e la sua schiera di trasformisti. A questo punto è lecito porsi alcuni interrogativi. In primis fino a quando potrà andare avanti un governo che più che tale, assomiglia ad un arena in cui tutti si azzuffano? Qualcuno non vede il problema e ritiene che l’esecutivo possa andare avanti fino all’elezione del Presidente della Repubblica, nel 2022. In realtà l’esperienza del passato insegna che che quando la corda si tende troppo i contendenti finiscono per strapparla e cadere rovinosamente gli uni su gli altri. Del resto Renzi alla Leopolda ha tracciato le linee di un partito , Italia Viva, che per il suo programma poco si concilia con un governo che tende a sinistra. Lo dimostra l’attacco a Quota 100 che Conte ha dovuto subito respingere, ma che inevitabilmente contiene un’idea di governo del Paese opposta a quella sottoscritta dal trio, Conte, Zingaretti, Di Maio. Quella di Renzi è una strategia che tende a costruire un nuovo centro, con il centro destra e il centro sinistra, isolando i grillini e le ali estreme di destra e sinistra, con l’aiuto di Salvini, magari utilizzandolo e poi gettandolo via come un panno sporco. Del resto è l’unico modo per il politico fiorentino per restare in sella e non finire definitivamente nel dimenticatoio. Non ci meraviglieremmo se tra qualche mese il Governo inciampasse e allora bisognerebbe ricorrere all’alchimia per evitare il ritorno alle urne.

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