Il Premier deciso ad andare avanti da solo. Partiti impotenti: paura di elezioni anticipate

di Andrea Viscardi

Il”super premier” sfida i partiti ed adotta con loro lo schema già utilizzato con Confindustria e Sindacati. Illustrazione delle proposte, ascolto delle repliche, decisioni in solitudine. Fino ad ieri il premier sembrava lavorare in sintonia con la sua eterogenea e confusa maggioranza, oggi appare stufo dei continui stop & go di PDL e Pd  e decide di proseguire nel suo cammino di distruzione da solo. Approfittando della paura che hanno i partiti di elezioni anticipate e della convinzione degli stessi di essere incapaci a governare il Paese, sul problema dei tagli alla spesa pubblica e gli sprechi, il Governo adotterà provvedimenti che imporrà al Parlamento di approvare rapidamente, minacciando in caso contrario di andarsene a casa. All’uopo ha infoltito ancora di più la schiera dei tecnici, chiamando in soccorso del malato Italia, Bondi e l’onnipresente Prof Sottile. Non bastavano i suoi Ministri? O la verità è, che alcuni di essi non rispondono ai “suggerimenti” più o meno palesi che alcuni gruppi economici e finanziari, soprattutto stranieri danno di volta in volta al nostro Premier?Il Governo non sembra rendersi conto che il Paese reale è ormai stufo non solo dei partiti, ma anche dell’esecutivo ed in primis del primo ministro che come si suol dire:”predica bene e razzola male”.Per dar fiato alla crescita si stanno inventando un nuovo copione, quello di recuperare con i tagli alla spesa pubblica quel tanto che basti a scongiurare l’aumento dell’iva. Ma chi ha deciso l’aumento? Tagli! Sempre tagli alla spesa. Perché non tagli alle tasse sui redditi?Solo così si può ridare fiato alla crescita. Ma del resto che cosa ci si poteva aspettare da un governo preso, come ha detto Tremonti a leasing? Persino i sindacati di CGIL,CISL e UIL,che sembravano essere stati accomodanti con Monti che li aveva richiamati ad un senso di responsabilità verso il Paese, si sono stufati e parlano di Governo incapace che deve andare a casa. Ormai al Premier gli è rimasto fedele solo il Terzo polo, che ha bisogno di guadagnare tempo per meglio definire, i contorni del nuovo soggetto politico che sta varando, in vista delle elezioni del 2013. Il Capo dello Stato, dal canto suo, fa il possibile per spronare la maggioranza a sostenere il Governo da lui stesso fortemente voluto; ma per quanto tempo ancora?

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