Il premier Conte: ‘Pronto un nuovo cronoprogramma. Avanti fino al 2023’

La quiete dopo la tempesta al Governo? Le parole del premier Conte sulla manovra e sul futuro di questo esecutivo fanno pensare di un momento di apparente calma anche se il futuro continua ad essere incerto. “Consentiteci di completare l’ultimo miglior e poi ci dedicheremo ad un futuro migliore per il nostro Paese – ha detto il presidente del Consiglio a margine del Rome Investment Forum 2019 – dopo l’approvazione della legge di bilancio dovrà aprirsi una verifica di governo necessaria per un cronoprogramma fino al 2023“. Chiare, quindi, le idee a Palazzo Chigi. Nessuna pausa ma da gennaio una nuova agenda per andare avanti fino alla fine di questa legislatura.

La fiducia del premier Conte non è interamente condivisa da Italia Viva e dalla ministra Bellanova che ha ribadito il bisogno di “cancellare la sugar tax“. “E’ una mia battaglia – ha detto l’esponente del partito di Renzi – e la porterò avanti fino alla fine. Voglio continuare a combattere per convincere il ministro dell’Economia e l’intera maggioranza che quella non è una tassa che educa all’alimentazione ma che incide purtroppo su un pezzo importante della filiera alimentare“.

 I tempi della manovra preoccupano un po’ i presidenti di Camera e Senato. Roberto Fico ha inviato una lettera alla collega Casellati per esprimere le proprie perplessità sulle tempistiche della legge di bilancio. Da parte della numero uno di Palazzo Madama la condizione di questa preoccupazione con un invito ad accelerare i tempi. E’ di nuova una corsa all’ultimo minuto per approvare il tutto entro il 31 dicembre 2019 con le possibilità di cambiare qualche misura che sono ridotte praticamente a zero.

‘Io credo che questa maggioranza andra’ avanti, questa legislatura ha il dovere di andare avanti per gli anni che rimangono. Il voto sempre fa male al Paese, perche’ fa male una campagna elettorale costante, una campagna con continui slogan. Bisogna essere onesti sempre, serve un’etica nel fare le cose, nel stare nelle istituzioni’, ha osservato il presidente della Camera, Roberto Fici.

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