Il Pnrr sembra dimenticato dalle forze politiche

Sono venti i miliardi da incassare entro il 30 giugno. E’ la seconda tranche del Piano di Nazionale di resilienza e rilancio concordato dall’UE. Entro il 30 marzo si dovranno indicare gli obiettivi richiesti dall’Europa perché questi soldi arrivino. Si respira un’aria di decisa preoccupazione da parte del mondo produttivo e non solo sul fatto che le forze politiche sembrano aver dimenticato il Pnrr. Il timore delle aziende è che al momento dell’applicazione si confermi quella patologia, tipicamente italiana, che porta il sistema politico, e non solo, a dividersi prima del varo delle leggi e dei provvedimenti. La preoccupazione va condivisa perché è innegabile che l’attenzione dei partiti è rivolta esclusivamente all’elezione del prossimo Capo dello Stato. E’ il tanto sospirato ritorno alla politica? Se è così, però, non deve significare il ritorno ad un passato fatto di esecutivi che riuscivano ad attuare solo il 20% delle misure previste dalle leggi  che loro stessi avevano varato. Con il Governo in carica si è raggiunto il 50%, la prima volta dopo decenni. Il calendario del 2022 sarà molto più stringente di quello del 2021, proprio per quanto attiene al Pnrr. Entro dicembre andranno chiusi gli appalti e firmati i contratti per opere come l’Alta velocità Napoli Bari e Palermo Catania. Poi dovrà seguire l’ammodernamento tecnologico degli ospedali, l’attuazione della telemedicina. Ciò comporterà la pubblicazione entro l’anno delle procedure per le gare e conseguentemente la firma dei contratti con i fornitori. Sono solo alcune delle condizioni delle oltre cento previste, che se rispettate daranno luogo all’arrivo di circa 40 Miliardi di euro, tra sussidi e prestiti. Quindi se il 2021 ha tracciato il quadro normativo per permettere l’attuazione del Pnrr, il 2022 sarà l’anno della verifica. Occorre che amministrazione centrali ed enti locali collaborino in modo coerente. Spesso sia gli uni che gli altri non si sono dimostrati all’altezza. Potremo contare sull’attenzione con la quale Bruxelles segue l’esecuzione del Pnrr: essa sarà una garanzia. E lo sarà anche perché l’attuazione del piano italiano rappresenta per l’UE un passaggio fondamentale. L’obiettivo di Bruxelles è che il Next generation Eu e il Pnrr che ne è l’attuazione e parte importante , andrà mese dopo mese compiendosi. E’ innegabile che l’elezione, tra pochi giorni, del Capo dello Stato è diventato il momento più importante della vita politica del Paese. Il passaggio è di estrema delicatezza e va usato per inviare al Paese, un messaggio di unità e maturità. Se si superano timori e diffidenze si potranno attrarre gli investimenti privati componente essenziale per far sì che la modernizzazione del Paese si trasformi in crescita. Solo così si potrà sostenere ed arginare quel fiume in piena che si chiama debito.

Andrea Viscardi

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