Il Piemonte va al centro destra. Alberto Cirio: sì alla Tav senza se e senza ma

Il Piemonte riparte da Alberto Cirio e dal centro destra. Il nuovo governatore, espressione di Forza Italia, batte, Sergio Chiamparino, del Pd. Il neo governatore mette subito in chiaro le sue priorità: una squadra forte, in grado di far cambiare passo alla regione, rimasta schiacciata tra due potenze economiche come Lombardia e Veneto, autonomia, un diverso rapporto con l’Europa e soprattutto la Tav. Una opera pubblica che rischia di pesare non poco sugli equilibri nazionali tra Lega e M5S, da sempre su posizioni opposte. Il neo governatore nella composizione della giunta dovrà tenere conto del consenso ottenuto dal partito del ministro dell’Interno alle elezioni europee, che ha fatto da traino per la sua vittoria. Cirio è sì espressione del partito di Silvio Berlusconi ma deve la vittoria a Matteo Salvini: questo significherebbe che otto assessorati su 12 dovrebbero andare al Carroccio più la presidenza del Consiglio regionale.

Ma i riflettori sono tutti puntati sulla Tav. “È da sempre il nostro messaggio al governo: si farà senza se e senza ma”, dice il neo governatore. Su questo lo stesso Matteo Salvini è stato chiarissimo nella sua conferenza post voto europeo. Nei piani di Cirio ci sono l’autonomia regionale (“non capisco perché non ci sia stato un referendum come in Lombardia e Veneto”) e un’analisi dettagliata dello stato dei fondi europei esistenti. Grazie alla sua esperienza a Bruxelles, Cirio ha puntato quasi tutta la campagna elettorale sulla necessità di un uso maggiore e migliore dei fondi Ue tanto da voler lanciare un piano strategico delle energie economiche comunitarie da sfruttare sul territorio.

Un assessorato sarà sicuramente dedicato alla semplificazione e uno ai bambini. Il neopresidente dice di volersi confrontare con il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ma senza sconti. “Sarò fermo oppositore se dovessero verificarsi altre situazioni come quelle delle Olimpiadi, perché non farle qui è un danno incommensurabile”.

Sergio Chiamparino, sconfitto e uomo-simbolo della politica della sinistra piemontese da vent’anni, ha annunciato di voler lasciare la politica. “Ho 71 anni, era giusto combattere quest’ultima battaglia ma credo di non aver piu’ molto da dire”. Lo stesso Chiamparino è stato il primo ad ammettere la sconfitta con una telefonata all’avversario per congratularsi e per un ultimo augurio. “Spero riuscirai a fare, con la tua squadra, meglio di noi”.

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