Il paradosso: l’Onu e l’UE vogliono i respingimenti

L’ipocrisia la fa da padrona.

Qualche settimana fa, parlavamo della presunta eticità dell’Onu a cui, spesso , fanno ricorso i Paesi dell’Europa occidentale, ed in particolare l’Italia,  quando non sono in grado di prendere delle decisioni o addirittura quando devono mascherare un loro voltare lo sguardo dall’altra parte. La conferma di quanto sosteniamo ci viene dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera dall’inviato dell’Onu, Bernardino Leon, il quale ipotizza di bloccare il traffico di esseri umani dando il via ad un blocco navale ratificato dal Consiglio di Sicurezza. Ai tempi del Governo Berlusconi si chiamava politica dei respingimenti  e non vantava né riconoscimenti internazionali né benedizioni da parte delle NU, anzi venne messo all’indice e tacciato di “crudeltà verso poveri esseri umani”. Come per incanto, la tanto vituperata politica dei respingimenti viene riesumata e trasformata in strategia internazionale, e qua sta il paradosso ed una sorpresa, che sottende all’intento di un intervento armato. Infatti, stando a quanto riferisce l’agenzia Reuters, il rappresentante della politica estera Federica Mogherini avrebbe accennato alla possibilità di dar vita ad una coalizione europea in grado di monitorare un cessate il fuoco tra le varie milizie libiche e nel contempo proteggere le infrastrutture strategiche. In altri termini un’operazione militare che va sotto il nome  di peacekeeping che già viene valutata sia in Italia che dagli altri Paesi europei. Un’operazione inevitabile se le milizie dell’Isis, con la loro avanzata, metteranno a rischio distruzione e devastazione città e molti tratti di costa. O, secondo quanto ha dichiarato il direttore di Frontex Fabrice Leggeri, se la pressione esercitata da circa un milione di migranti non sarà più arginabile. Pare che quest’ipotesi sia stata oggetto di discussione nell’incontro di Mosca tra il nostro Premier e Vladimir Putin. Un’ipotesi che ha fatto da sottofondo anche al vertice, tenutosi a Parigi, tra il segretario Usa John Kerry, Laurent Fabius e Federica Mogherini. Intanto mentre si di discute la multinazionale del terrore, Isis, si allea con Boko Haram per portare il terrore a livello globale. Il risultato è, come giusto che sia, che l’Italia insieme a Stati Uniti ed Europa si sta preparando ad un intervento armato in Libia.

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