Papa Francesco: Il problema sono le lobby. Chi sono io per giudicare un gay

Papa Francesco è nuovamente in Italia dopo aver sensibilizzato il mondo intero nel corso della 28ma Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro. E dopo aver ‘sferzato’ le coscienze, non solo dei giovani, Bergoglio sorprende ancora e spiazza tutti durante il viaggio di ritorno parlando con i giornalisti di lobby, gay e Ior.

Il problema sono le lobby, non quelle gay.  Le lobby “quella gay, quella politica, quella massonica non vanno bene”, rappresentano un problema, dice il papa ai giornalisti.  Sui gay dice: “io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?”. E aggiunge. “Non ho trovato carte d’identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby”. “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”, ha aggiunto il Papa. “Nei confronti di mons. Ricca – parlando degli scandali immorali che hanno investito al Chies – ho fatto quello che il diritto canonico dice di fare: ho fatto la ‘investigatio previa’ e in questa non c’è niente di ciò di cui lo accusano, non abbiamo trovato niente”. “In generale – ha aggiunto – vedo che tante volte nella chiesa si va a caccia dei peccati di se un prete ha fatto un peccato, il Signore perdona, il Signore dimentica, e questo è importante, il Signore dimentica, se noi non dimentichiamo, corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi di noi. San Pietro ha fatto uno dei peggiori peccati, rinnegare Cristo, e con questo lo hanno fatto Papa”.

Ior vicenda che fa male. “Abbiamo questo monsignore che è andato in galera – ha detto il Papa in aereo parlando della Curia alludendo a mons. Nunzio Scarano, arrestato per ipotesi di reato che coinvolgono anche l’uso dei conti presso lo Ior – pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? E’ uno scandalo, una cosa che fa male”. Non conosce ancora come sarà il nuovo Ior ma ribadisce che dovrà basarsi “trasparenza e onestà”. Papa Bergoglio voleva occuparsi della “questione economica” della riforma della curia il prossimo anno, ma poi “le cose che sapete sono accadute” lo hanno indotto ad accelerare sul processo di riforma.

La valigia nera. E’ stato senza dubbio uno dei ‘misteri’ che hanno suscitato più curiosità nel viaggio del Papa in Brasile: quella valigia nera che teneva con se. E lui ci scherza su. “Non c’era la chiave della bomba atomica”. “L’ho portata perché lo faccio sempre – ha detto in volo da Rio a Roma – faccio così quando viaggio, c’è il rasoio, il breviario, l’agenda, un libro da leggere, era su santa Teresina”. Lui, insomma, vuole essere e vivere come una persona normale. Ed un esempio è l’aereo su cui ha viaggiato di ritorno dal Brasile. “Questo aereo – ha detto il papa – non ha allestimenti speciali, c’è una bella poltrona, ma comune, una poltrona comune, ho fatto una chiamata telefonica per dire che non volevo allestimenti speciali”.

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