Il nuovo allarme della Cgia: ‘Gli italiani pagano 33,4 miliardi di tasse in più’

Nuovo allarme della Cgia sulle tasse. Il Centro Studi, comparando il nostro Paese con il resto dell’Unione Europea, ha evidenziato come paghiamo 33,4 miliardi in più rispetto agli altri Stati del continente. In termini pro capite abbiamo corrisposto al fisco 552 euro in più rispetto alla media dei cittadini europei. Un differenziale che influisce quasi 2 punti sul PIL.

 La relazione è stata commentata dal coordinatore Paolo Zabeo che chiede una manovra coraggiosa: “Il tempo degli slogan e delle promesse è terminato. Con la prossima legge di bilancio serve uno scossone per ridurre le tasse nel giro di qualche anno. Considerata la nostra delicata situazione dei conti pubblici solo se si abbassano le imposte si può ottenere una crescita ma gli ultimi dieci anni non lasciano ben sperare“.

 La Cgia nel documento si è soffermato su diversi argomenti come per esempio la flat tax: “Se i numeri in circolazione vengono confermati, pare che già oggi sulla maggior parte dei contribuenti Irpef gravi un’aliquota effettiva inferiore al 15%. Pertanto l’applicazione della tassa piatta rischia di interessare un numero ristretto di soggetti con redditi medio-alti“. Ma c’è spazio anche per la pressione fiscale che è di “6 punti superiore rispetto agli altri Paesi.

Conclusione finale sulle tasse: “Si sono cimentati con grande determinazione sul versante della spending review con esiti non soddisfacenti“. “Con un peso fiscale opprimente – aggiunge Mason – e una platea di servizi erogati dall’Amministrazione pubblica che negli ultimi anni è diminuita sia in termini di qualità che di quantità, la domanda interna e gli investimenti hanno subito una caduta verticale. Inoltre è sempre più difficile fare impresa con le piccole aziende che hanno subito molti squilibri finanziari“.

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