Il “Monte Etna come la Luna”: i test degli astronauti

L’Istituto di robotica e meccatronica dell’Agenzia spaziale tedesca Dlr ha scelto di eseguire sull’Etna dei test in preparazione al prossimo viaggio sulla Luna.

Robot spaziali a spasso sull’Etna

Pian del Lago è una località a 2.500 metri d’altitudine che si trova proprio sotto lo sbuffo del cratere di sud-est dell’Etna. È questa la zona che i ricercatori  dell’Agenzia spaziale tedesca (Dlr) accompagnati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno scelto per compiere delle importanti missioni. Qui, infatti, stanno realizzando delle simulazioni per prepararsi alla prossima missione sulla Luna. Il progetto in questione si chiama ARCHES e il Centro di Controllo ARCHES si trova a Catania, proprio vicino al Parco Nazionale dell’Etna.

Per testare gli scenari di una missione, gli scienziati hanno cercato sulla Terra luoghi che si avvicinassero alle condizioni del nostro satellite. Dopo alcune ricerche anni fa è emerso che la composizione del terreno del Vulcano Etna è molto simile a quella della Luna. Con la sua superficie granulare, gli strati di lava solidificata, il paesaggio dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, ricorda la struttura geologica del satellite della Terra.

Per questo l’Agenzia Spaziale tedesca ha scelto di venire fino in Sicilia con rover e strumentazione di ultima generazione e simulare qui non solo l’atterraggio sulla luna, ma anche come i rover possono essere da supporto agli astronauti in missioni. Questi due robot con le ruote sono stati realizzati per essere autonomi e sapersi muovere senza essere guidati da mano umana. I robot sono stati realizzati per lavorare in tandem e devono non solo analizzare il terreno ma anche prelevare campioni che poi verranno studiati. In particolare, uno dei due robot tedeschi è qualificato per studiare il terreno e farne una mappa, mentre l’altro raccoglie campioni anche grazie alla mano di cui è dotato. Se il primo percepisce qualcosa di interessante, chiama il compagno per estrarre il campione.

Un terzo rover di forma più allungata, che assomiglia ad un serpente, avrà il compito di esplorare i tunnel di lava che sono stati scoperti di recente sulla Luna. Alla squadra si è da poco unito anche un quarto rover che è stato realizzato dall’Agenzia spaziale europea (Esa). Questo è molto più grande rispetto a quelli tedeschi e potrà essere guidato da Terra. A guidarlo in questa sessione di test è l’ex astronauta dell’Esa, Thomas Reiter.

La prossima missione sulla Luna

L’utilizzo di robot e nuova tecnologia per le missioni nella Luna è fondamentale dato che i rischi associati a un viaggio interplanetario sono elevati. La sicurezza degli astronauti è un fattore fondamentale. Per questo motivo, le nazioni hanno iniziato a inviare robot autonomi per esplorare pianeti, lune e asteroidi. I robot vengono realizzati per potersi orientare e muovere in ambienti difficili e non familiari in autonomia, questo è necessario perché i tempi di propagazione del segnale spesso si allungano e limitano le capacità di controllo dalla Terra. I robot, tuttavia, non serviranno solo per esplorare ma anche per supportare gli astronauti in missione. L’idea è quella di inviare prima i rover a costruire una base dotata dell’infrastruttura necessaria poi all’uomo. Per la prossima missione sulla Luna il tempo a sufficienza non è molto. Gli studiosi del progetto sperano di farcela per il 2024 anche se la pandemia, la carenza di microchip e di alcune materie potrebbero far slittare il progetto al 2025.

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