Il ministro Roccella contestata per avere difeso Ignazio La Russa che difendeva il figlio

Eugenia Roccella è stata contestata per aver preso le difese di Ignazio La Russa dopo le accuse contro il figlio Leonardo Apache.

In questi giorni le cronache sono concentrare sulle accuse rivolte al figlio di Ignazio La Russa da parte di una ragazza, che ha raccontato di aver subito violenza sessuale in casa del presidente del Senato dopo una serata in discoteca.

Ignazio La Russa ha preso le difese del figlio scatenando la reazione di Elly Schlein, che lo ha accusato di colpevolizzare la vittima, e ciò ha costretto il senatore a chiarire la sua posizione

Un inviato di Sky, il giornalista Fabio Vitale, ha chiesto alla Roccella un parere sui casi La Russa e Daniela Santanché. A proposito del presidente del Senato, la ministra ha risposto: “Non entro nei casi individuali e nelle reazioni di una persona che ha un rapporto affettivo, è il padre dell’eventuale indagato. Posso dire che è colui che per la prima volta ha proposto una manifestazione di soli uomini contro la violenza sulle donne, mi sembra questa già una risposta”.

Per questa risposta Eugenia Roccella ha ricevuto dei fischi di dissenso. Poco dopo, nel rispondere ai giornalisti, la Roccella ha detto: “I motivi per cui sono stata contestata non sono legati alle battaglie di oggi, perché questo governo non ha toccato nessuna legge che riguardi per esempio il mondo Lgbtq+ o tantomeno l’aborto. Ci contestano solo perché non si accetta l’idea che in democrazia possa vincere la destra“.

Roccella ha voluto commentare anche il caso Santanchè: “Da garantista io credo che non ci sia alcun bisogno di dimettersi. Ci contestano solo perché non si accetta l’idea che in democrazia possa vincere la destra. Le donne di sinistra si chiedano però come mai sia una donna di destra a essere la prima donna a guidare il Paese”.  

«Ciao, lo sai che la ministra Roccella parteciperà al Libro Possibile di Polignano a Mare sabato prossimo 8 luglio? Ci sembra l’occasione giusta per organizzare un flash mob e manifestare in modo civile e pacato il nostro dissenso verso le sue politiche governative per la famiglia, donne e pari opportunità. Se anche tu non riesci a girarti dall’altra parte, ti aspettiamo sabato 8 alle ore 21 nei pressi del Monumento ai Caduti di Polignano. Porta con te una benda per coprire gli occhi insieme alla voglia di condividere il dissenso». Questo il messaggio girato e inoltrato via Whatsapp nei giorni precedenti all’intervento della Roccella alla kermesse culturale della cittadina pugliese. Un invito insomma a replicare quanto avvenuto al Salone del Libro di Torino, quando al ministro della Famiglia era stata impedito di presentare il suo libro, scatenando non solo la reazione del governo ma anche del presidente della Repubblica. Se il messaggio girato sui telefoni non è firmato, lo è invece il volantino preparato per l’occasione. Una lunga lettera al ministro, firmato «Un gruppo di femminist*», con la cosiddetta shwa, la lettera finale senza genere, nè femminile nè maschile, per rispettare la fluidità del gender senza genere preciso. Un atto di accusa contro «le politiche del governo che minano diritti duramente conquistati», «basate sull’esclusione e non sull’inclusione» e sull’imposizione del concetto di «famiglia tradizionale», secondo loro obsoleto e violento. «Non resteremo ferm* a guardare. La nostra resistenza farà rumore».

Ma le femministe (da leggersi senza la e finale, sennò si risentono) non sono le uniche ad essersi organizzate per contestare la Roccella, colpevole di sostenere la famiglia formata da madre e padre naturali. Anche gli attivisti del Pride locale si sono messi in moto. Del resto la segretaria Pd Elly Schlein aveva fomentato il movimento Lgbt contro la ministra, nello scorso gay Pride a Milano («Non tratti i bambini di coppie omosessuali come abusi edilizi»). Il «Coordinamento Bari Pride» definisce quella della ministra «una presenza sgradita sul nostro territorio, come lo è quella di chiunque intenda comprimere la sfera dei diritti». Anche se è lì per presentare il suo libro autobiografico, Una famiglia radicale? Certo, «il richiamarsi alla sua storia di femminista per giustificare posizioni retrive che il femminismo stesso ha superato in un’ottica intersezionale, diventa veicolo di ideologie pericolose in quanto del tutto illiberali e volte al pieno controllo dei corpi». Quanto all’essere stata zittita, «la storia strumentale di una povera Ministra della Repubblica di cui viene messa a repentaglio la libertà di espressione è semplicemente ridicola: si chiama dissenso quello che esprimiamo». Contestano «il governo più a destra nella storia della nostra Repubblica, un governo nemico delle minoranze» e anche il patrocinio della Regione Puglia al festival del libro di Polignano, che ospita la Roccella e anche «Ignazio Benito La Russa». La Roccella, alla Gazzetta del Mezzogiorno, si dice pronta al confronto sul merito, «purché nonviolento», anche per capire «cosa esattamente mi contestano, visto che non è chiaro. Oggi si spaccia per ribellione un conformismo deprimente e illiberale».

Circa Redazione

Riprova

La Ong ‘Sea-Watch’ posta parole di odio contro la Meloni: ‘Le auguriamo tutto il male possibile’

I responsabili della Sea Watch, l’organizzazione tedesca dedita al soccorso in mare di migranti, hanno …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com