Il millenario Castagno dei Cento Cavalli cambia età: la scoperta

Il Castagno dei Cento Cavallo è un albero monumentale tra i più antichi e grandi al mondo: un recente studio realizzato dal Crea ha stimato la sua età

Castagno dei Cento Cavalli

Stabilita l’età del Castagno dei Cento Cavalli, uno degli alberi più antichi e grandi al mondo: il monumentale castagno che si trova alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, ha 2.200 anni (e non 3000-4000 mila come si pensava), come ha dimostrato uno studio del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) pubblicato sull’ultimo numero di Forestry, la prestigiosa rivista internazionale di ricerca forestale.

Come è stata accertata l’età del Castagno dei Cento Cavalli

Il castagno si presenta oggi diviso in tre tronchi, ma da molto tempo si cerca di accertare se si siano realmente originati per frammentazione radiale di un unico fusto. Alcune analisi già condotte in passato avevano accertato l’uniformità genetica del tronco, ma nessun dettaglio era mai stato fornito riguardo alle modalità di campionamento e agli specifici risultati analitici ottenuti. L’importanza scientifica del Castagno dei Cento Cavalli non era inoltre mai stata sufficientemente documentata e sottolineata.

Per analizzare nel dettaglio le origini del castagno, gli scienziati del Crea di Caserta hanno utilizzato una tecnica innovativa di analisi del dna estratto dalle foglie della pianta, denominata KASP (Kompetitive Allelle Specific Pcr). Si tratta di una tecnica ideata in Gran Bretagna intorno al 2010 come generico strumento per analizzare il dna di ogni tipo di organismo vivente, ma ogni organismo richiede le sue sonde e non esistevano sonde specifiche per il castagno.

Per progettare sonde di buona qualità i ricercatori di Caserta hanno confrontato alcuni tratti del dna in un piccolo pool rappresentativo di cultivar (le varietà agrarie della specie) italiane e hanno individuato i punti in cui differivano tra loro. Hanno quindi costruito le specifiche sonde, e poi hanno prelevato foglie in otto punti distanti della chioma del Castagno dei Cento Cavalli, prelevando campioni dai tre i tronchi principali.

I risultati dello studio del Crea

Alle analisi KASP, tutti gli otto punti della chioma hanno restituito la stessa stringa identificativa, dimostrando di essere identici tra loro, in quanto appartenenti tutti allo stesso organismo. Questo risultato esclude completamente l’ipotesi che i tre tronchi principali siano nati da castagne sorelle, e avvalora l’idea che si siano invece originati dalla frammentazione radiale (delle radici) della stessa pianta.

“Quanto emerso dallo studio va ben oltre il dato anagrafico di questo patriarca verde e riguarda le risposte scientifiche che esso può offrire a quesiti di base che riguardano l’evoluzione delle piante superiori – ha spiegato il Crea – Un albero così antico, infatti, rappresenta un’occasione unica per determinare con precisione il tasso di mutazione spontanea che interviene durante la  crescita dell’albero e per individuare le zone del genoma più variabili e quelle meno variabili, consentendo così di fornire nuove preziose informazioni su meccanismi alla base della risposta evolutiva dei viventi in generale”.

La storia del Castagno dei Cento Cavalli

Il Castagno dei Cento Cavalli, eletto albero italiano dell’anno 2021, è una sorta di monumento vivente: il suo tronco ha un diametro medio di 18 metri, la chioma copre un’area di circa mille metri quadrati. La leggenda narra che il suo nome nacque quando la regina Giovanna I d’Angiò, nel XIII secolo, si riparò da un temporale con tutti e 100 i suoi cavalieri, e che l’albero li protesse dalla pioggia con le sue impressionanti fronde. Da allora il castagno, visitato anche da Goethe e da molti altri letterati ed artisti, è stato chiamato “Il Castagno dei 100 cavalli”.

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