Il Matacena protetto

Amedeo Matacena arrestato a Dubai lo scorso agosto godeva di forti protezioni e dall’Italia arrivavano pressioni. E’ questo uno dei passaggi chiave dell’interrogatorio del colonnello della Guardia di Finanza, Paolo Costantini, Capo Centro dei servizi segreti italiani ad Abu Dhabi dal 2011 al 15 gennaio 2014, con sede nell’Ambasciata italiana. L’ufficiale è stato sentito come persona informata sui fatti il 6 giugno scorso dal sostituto della Dna Francesco Curcio. Sentito sulla latitanza di Matacena, condannato in via definitiva a 5 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha dichiarato che venne immediatamente informato della sua presenza dalla polizia, ed appurò in seguito che Matacena a Dubai era già libero, anche se senza passaporto e bloccato negli Emirati. I responsabili della polizia di Dubai, tra cui il tenente colonnello Majed Sultan Humaid, dissero di ricevere continue pressioni per garantire a Matacena le migliori condizioni possibili di permanenza. Matacena era quindi “un ospite” da tenere in dovuta considerazione. Ad intuito, così come il Capo Centro Aise, possiamo dedurre che Matacena avesse interessi economici indiretti a Dubai. Ovviamente le deposizioni in questione sono secretate da omissis.

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