Un archivio di moda che, fino a oggi, si intuiva soltanto dalle fotografie ufficiali e dalle cerimonie: ora si apre davvero. Il 26 marzo 2026 esce “Queen Elizabeth II: Fashion and Style”, la nuova pubblicazione ufficiale che promette uno sguardo senza precedenti dentro il guardaroba della sovrana, tra artigianato, collaborazione con gli atelier e una diplomazia fatta anche di stoffe, colori e dettagli.
A pubblicarlo è il Royal Collection Trust, dipartimento del Royal Household, che per l’occasione ha condotto nuove ricerche e messo mano a materiali d’archivio raramente (o mai) visti: bozzetti, campioni di tessuto, fotografie storiche e documenti di lavoro. Ne risulta, nelle intenzioni, lo studio più ampio finora realizzato su un guardaroba regale lungo oltre settant’anni di vita pubblica.
Il volume è firmato da Caroline de Guitaut e illustrato con più di 400 immagini. Al centro c’è un corpus impressionante: circa 4.000 pezzi, la più grande collezione di abiti sopravvissuta appartenuta a una sovrana britannica (o consorte), oggi parte della Royal Collection e conservata sotto la cura del Trust.

La struttura segue capitoli tematici, una timeline e profili di stilisti che hanno contribuito a definire l’immagine pubblica della Regina: in primo piano Norman Hartnell e Hardy Amies, nomi che raccontano un’epoca in cui l’abito non era solo moda, ma disciplina di corte, mestiere e rappresentanza.
Dalla principessa alla Regina: Londra “rivale” di Parigi
Le pagine iniziali tornano alla giovane Elizabeth: dai primi capi couture alla costruzione di uno stile personale più “moderno”, sullo sfondo dell’ascesa di Londra come centro dell’alta moda capace di competere con Parigi. Tra i pezzi citati: l’abito in raso e cotone Chantilly indossato per l’incoronazione del padre nel 1937, il primo lungo abito formale quando divenne erede presuntiva, e abiti da giorno ispirati al “New Look” di Dior tra fine anni Quaranta e primi Cinquanta.
Cerimoniale, uniformi e “formula” del giorno: una tradizione di stile
Poi si entra nella precisione del cerimoniale: abiti di Stato, uniformi militari, tagli sartoriali, daywear. Qui emerge anche quella che è definita la “formula” più riconoscibile: abito da giorno dai colori vivaci, cappotto e cappello, completati da collana di perle — una scelta che affonda le radici nell’influenza di Queen Mary, figura determinante per il modo in cui la sovrana intendeva lo stile come parte del dovere.
La vita privata: tweed, foulard e aria aperta
C’è anche un capitolo che sposta l’attenzione sulla dimensione personale, lontana dai riflettori: giacche da equitazione, completi in tweed, foulard di seta, gonne tartan. Un guardaroba “off duty” che racconta l’amore per i cavalli e per l’outdoor, e che rende più chiaro quanto l’abbigliamento, per lei, fosse prima di tutto funzionalità e continuità — anche quando non era in scena.
Moda e diplomazia: quando i dettagli diventano messaggio
Tra i passaggi più interessanti, il libro segue l’evoluzione degli abiti da sera e di quelli preparati per i tour all’estero, mostrando come — nei momenti in cui “tutti gli occhi” erano su di lei — la sovrana lavorasse a stretto contatto con i grandi designer britannici per costruire ensemble meditati anche sul piano diplomatico. Una nuova ricerca, che ricompone bozzetti originali e capi finiti, documenta la cura con cui la Regina preparava e registrava i suoi outfit. E c’è un dettaglio che vale da solo un intero capitolo di storia del costume: su uno schizzo in bianco e nero di Amies per il tour del 1961 in India, Pakistan e Nepal, la sovrana annota “Yellow satin”, ricordando la valenza simbolica del giallo in quei Paesi, legata a salute e prosperità.
Accessori: dai turbanti ai “flying saucers”
Il capitolo finale è dedicato agli accessori: cappelli, scarpe, guanti, gioielli e le celebri borse. Non solo “classico” e protocollo, ma anche scelte inattese: copricapi più sperimentali, dai turbanti anni Sessanta fino alle forme “flying saucers” tra anni Ottanta e Novanta. In filigrana, un tema caro alla tradizione delle grandi case di moda: oltre ai nomi celebri, il lavoro silenzioso delle maestranze e delle “mani nascoste” che hanno dato forma a un’intera epoca.
Il libro e la mostra a Buckingham Palace
“Queen Elizabeth II: Fashion and Style” accompagna anche “Queen Elizabeth II: Her Life in Style”, la più grande esposizione di abiti della sovrana mai realizzata, che si aprirà il 10 aprile 2026 alla The King’s Gallery, all’interno di Buckingham Palace.
Il volume include una prefazione di Anna Wintour, interviste con Christopher Kane, Erdem Moralioglu e Richard Quinn, e un saggio di Amy de la Haye del London College of Fashion, che colloca l’archivio nel contesto dell’industria della moda britannica.
- Titolo: Queen Elizabeth II: Fashion and Style
- Autrice: Caroline de Guitaut
- Uscita: 26 marzo 2026
- Formato: hardback, 256 pp, 280 × 230 mm
- Prezzo: £40.00
- ISBN: 9781909741942
- Mostra collegata: Queen Elizabeth II: Her Life in Style, dal 10 aprile 2026, The King’s Gallery (Buckingham Palace)
Il Royal Collection Trust è un ente di beneficenza che cura la Royal Collection e accoglie il pubblico nei palazzi reali; i ricavi di biglietti e retail sostengono la conservazione della collezione per le generazioni future.
Immagini © Royal Collection Enterprises Limited 2026 | Royal Collection Trust
Daniele Battaglia

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