Il governo nomina cinque nuovi sottosegretari

Si è chiuso il risiko dei sottosegretari ma non quello della Consob. La premier Giorgia Meloni ha sistemato almeno la partita del sottogoverno riempiendo le cinque caselle rimaste vuote dopo il repulisti post referendum che ha colpito Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Nella riunione del Consiglio dei Ministri il governo ha dato il via libera ai nuovi cinque sottosegretari. Alberto Balboni va alla Giustizia e Giampiero Cannella alla Cultura, a completare la squadra di sottogoverno Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell’Utri al ministero degli Esteri e Mara Bizzotto al Mimit.

Balboni e Cannella (che era vice sindaco a Palermo) sono esponenti di Fratelli d’Italia, Barelli di Forza Italia, Dell’Utri di Noi Moderati, mentre la Bizzotto è della Lega. Soddisfazione è stata espressa da tutte le forze politiche.

Alberto Balboni va a occupare la casella strategica di supporto al lavoro del Guardasigilli. Parlamentare di lungo corso, senatore di Fratelli d’Italia, vanta una lunga carriera (oltre 19 anni) iniziata nella XVI legislatura. Attualmente è Presidente della 1ª Commissione Affari Costituzionali. In passato è stato Vicepresidente della Commissione Giustizia e membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari. già sindaco di Ferrara Attualmente ricopre l’incarico di presidente della 1ª Commissione Affari costituzionali del Senato ed è componente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.

Grande soddisfazione per Giampiero Cannella, palermitano doc, figura di qualità che porterà la sua esperienza nel dicastero della cultura. Ricordiamo la sua attività giornalistica svolta da giovanissimo al “Secolo d’Italia” con grande competenza e spirito di collaborazione. Captò fin dagli inizi della sua carriera l’importanza del web nella comunicazione politica in qualità di responsabile del sito internet di alleanza Nazionale.

“Sono soddisfatto, ringrazio il presidente del Consiglio Giorgia Meloni per questo incarico e il sindaco di Palermo Lagalla che mi ha dato fiducia”. Così il neo sottosegretario al MiC, Giampiero Cannella. “Quando ha saputo della nomina? L’ho saputo ieri sera, non ho fatto neanche in tempo ad organizzarmi. Sto andando al ministero per capire cosa accade”, spiega aggiungendo di avere con il ministro Giuli “un rapporto antico, un rapporto istituzionale oltre che di conoscenza”.

Saverio Romano, coordinatore di Nm, ringraziando la presidente Meloni, ha espresso felicità per “la nomina di Massimo Dell’Utri a sottosegretario agli Esteri è innanzitutto il riconoscimento dell’impegno di Noi Moderati e del contributo che tutto il partito ha dato al governo Meloni, con un’azione sinergica dei gruppi parlamentari, della classe dirigente e degli amministratori.

I sottosegretari e i vice ministri sono in tutto 39. Ben al di sotto del limite fissato dalla legge che è di 65 unità. Basterebbe pensare al secondo governo Prodi. Nella storia della Repubblica Italiana, il record assoluto appartiene al Governo Prodi II (2006-2008), che arrivò a contare ben 102 componenti totali fra ministri e sottosegretari.

Tra le promozioni date per certe c’è stata quella di Paolo Barelli, dopo le dimissioni da capogruppo degli azzurri alla Camera. Per il presidente della Federazione italiana nuoto si dovrebbero aprire le porte del ministero dei Rapporti con il Parlamento, dove affiancherà la collega di partito Matilde Siracusano come sottosegretario del ministro Luca Ciriani.

Con ogni probabilità l’avvicendamento di Barelli sarà l’unica novità in casa Forza Italia e permetterà al partito di Antonio Tajani di conquistare una casella in più rispetto all’iniziale assetto dell’esecutivo. Alla Farnesina, invece, la casella lasciata libera da Giorgio Silli – passato alla guida dell’Iila – dovrebbe andare a Massimo Dell’Utri, in quota Noi Moderati. La Lega avrà Mara Bizzotto, indicata fin dall’inizio per sostituire alle Imprese Massimo Bitonci, che ha lasciato a fine 2025 per seguire Alberto Stefani nella giunta della regione veneto.

Più complesso è stato sistemare l’incastro al ministero della Giustizia con il nome dell’attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, pronto a raccogliere l’eredità di Delmastro. Per il dopo-Delmastro circolava anche il nome di Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile Immigrazione, considerata vicina a Giovanbattista Fazzolari.

Fumata nera sulla successione alla Consob
Rimane apertissima, invece, la questione della successione a Paolo Savona alla Consob. «Non ne stiamo discutendo», ha risposto Giorgia Meloni a chi le ha chiesto in questi giorni notizie sulla possibile nomina di Federico Freni, in quota Lega, alla guida dell’authority. Ma lo stallo non chiude la partita. Soprattutto per il Carroccio che non arretra: Matteo Salvini continua a spingere su Freni che rappresenta «il profilo migliore». Ma il nome del sottosegretario al Mef non convince Forza Italia e lascia perplessa anche Palazzo Chigi.

A pesare è il nodo del possibile conflitto di interessi, legato al suo ruolo nella riforma del Testo unico della finanza. Dubbi che non riguardano soltanto l’opportunità politica. Anche il sindacato interno alla Consob ha richiamato il principio di indipendenza chiedendo che le norme siano applicate con rigore. Nel frattempo, la casella più delicata continua a rimanere vuota.

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