Nessuno è salvo. Nessuno è al suo posto, né per la propria individuale collocazione nella storia che si svolge intorno a il giardino dei ciliegi, né e ancor più, nella versione che, il regista, Leonardo Lidi ha messo in scena.
Tutto è metafora, le chiavi di lettura sono numerose e stratificate, sia riguardo alla profilazione dei personaggi, che nella scelta dei costumi e nelle scene che trasformando il luogo fisico, fino a svelarne il retroscena in senso letterale, si attengono alle parole il maestro del Gabbiano, come ricorda e sottolinea il regista, quanto affermava: “Bisognerebbe buttarlo giù questo teatro”.
Dunque il Giardino dei Ciliegi è storia di trasformazione sociale che narra le vicende di un’aristocratica russa e della sua famiglia al ritorno nella loro proprietà che comprende la grande coltivazione di amareni, il giardino dei ciliegi, a seguito della messa all’asta per riuscire a pagare l’ipoteca. La storia ruota principalmente intorno alle varie possibilità per conservare la tenuta, ma la famiglia non si adopera concretamente in questo senso e alla fine è costretta a lasciare la proprietà.
L’opera, che contiene in sé il registro della commedia, della farsa e della tragedia, affronta il tema della inconsistenza culturale dell’aristocrazia, incapace di far fronte alla nuova situazione politica e alle dinamiche socio-economiche del lavoro in Russia alla fine del XIX secolo, dopo l’abolizione del sistema feudale nel 1861. L’opera, al tempo stesso, rende palese ed esplicita la brutalità della borghesia che trova significato e senso esclusivamente nel materialismo. La nuova borghesia è incarnata da Lopachin, che dichiara a gran voce a con tronfia arroganza di essere figlio di servi ai quali era interdetto l’accesso nel palazzo e che ora è divenuto padrone dell’intera proprietà e aggiunge che il giardino dei ciliegi (luogo di grande ed evocativa bellezza, ma non monetizzabile), verrà abbattuto per far posto ad una lottizzazione remunerativa.
L’attualizzazione di questa versione de Il Giardino dei ciliegi, che passa attraverso l’intervento che ha trasformato la sceneggiatura originale da quattro atti ad atto unico, che si è avvalsa di un uso comico e patetico al tempo stesso dei costumi, strumenti con i quali gli attori hanno ben valorizzato le loro interpretazioni e di una gestione della scena tanto sapiente quanto tragica, oltre a far riferimento al contemporaneo materialismo in cui la misura del denaro è totalizzante, è ben espressa dalle parole del regista nel presentare l’opera in relazione al teatro come strumento e baluardo di difesa della bellezza non monetizzabile: “In questo tempo è importante ribadire a gran voce che il nostro inutile giardino, il nostro teatro pubblico, non si può basare solo sui numeri, non si può valutare solo contando quante ciliegie produce di anno in anno. Altrimenti, ieri come oggi, tanto vale privatizzarlo e farci tante villette per i turisti. Se non c’è rischio di impresa non è Pubblico e non merita di essere sostenuto dalle persone. E non fate i furbi su questo: non nascondetevi dietro il sipario se non amate il teatro. Se volete più ciliegie in maniera dozzinale solo per produrre fiumi di marmellata non è un grande giardino – citato anche nel dizionario enciclopedico – il posto adatto a voi. Se l’unico pensiero è avere sempre di più, accumulare in maniera autolesionista e spremere le persone accanto a noi, se crediamo in questa forma di schiavismo del nuovo millennio, se smettiamo di occuparci della qualità delle nostre vite attraverso la qualità della vita degli altri allora mi chiedo che cosa stiamo facendo, ancora, su un palcoscenico”.
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Il Giardino dei Ciliegi
di Anton Čechov
traduzione Fausto Malcovati
regia Leonardo Lidi
con (in o.a.): Giordano Agrusta, Maurizio Cardillo, Alfonso De Vreese, Ilaria Falini, Sara Gedeone, Christian La Rosa, Angela Malfitano, Francesca Mazza, Orietta Notari, Mario Pirrello, Tino Rossi, Massimiliano Speziani, Giuliana Vigogna
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Franco Visioli
assistente alla regia Alba Porto
Roberto Cavallini
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