Il futuro di Trump si gioca su Messico Cina e Iran

Nelle elezioni di medio termine i democratici si sono assicurati il controllo della Camera incidendo notevolmente sull’equilibrio politico. Se i Repubblicani hanno rafforzato il loro peso all’interno del Senato, i democratici dopo due anni hanno riconquistato un vero e proprio potere. Questo perché Trump ha chiesto agli americani, implicitamente, un vero e proprio referendum sul suo operato da Presidente degli Stati Uniti. Quindi il futuro di Trump si prospetta irto di ostacoli. Dovrà aspettarsi pressioni molto più incalzanti da parte delle opposizioni. Con la loro maggioranza alla Camera, i democratici vantano nuovi poteri che consentiranno loro di di indagare sul Presidente ed accedere alla Casa Bianca e ai suoi documenti più riservati e costringere alcuni funzionari a testimoniare sotto giuramento davanti al Congresso su una serie di quesiti. Non mancheranno pressioni sulla maggioranza democratica alla Camera affinché vengano avviate procedure di impeachmen, soprattutto da parte di di esponenti del partito democratico che annunceranno la loro candidatura alla Casa Bianca per il 2020, e che saranno spinti dal desiderio di farsi notare dagli elettori. E’ probabile che i democratici attenderanno la conclusione delle indagini sul Russiagate, quando si renderà noto la relazione su una possibile congiura criminale tra la campagna presidenziale del 2016 e il governo russo e sul tentativo di Trump di ostacolare il corso della giustizia.A secondo delle conclusione a cui giungerà l’inchiesta, sarà difficile agli esponenti democratici sottrarsi valle pressioni per mettere sotto accuse Trump e puntare all’impeachment. Il Presidente risponderà certamente con la sua consueta spavalderia politica e potrebbe andare a cercare i capri espiatori all’estero. I candidati di spicco sono sicuramente Iran, Messico e Cina. l’iRAN si è rivelato, sin dall’inizio, il bersaglio preferito e questo per sminuire agli occhi degli americani il successo ottenuto da Obama per l’accordo sul nucleare.Il Messico è l’altro bersaglio preferito per il tema sull’immigrazione che Trump crede possa sostenerlo per tutto il suo mandato e per la prossima campagna elettorale del 2020.Ma allo stesso modo Trump è consapevole che come Obamma ha portato a termine l’accordo sul nucleare con l’Iran, a lui spetterà il compito di portare a miti consigli la Corea del Nord.Per finire c’è la Cina con cui il Presidente statunitense ha ingaggiato una guerra commerciale, ma questo allo scopo di rassicurare le aziende manifatturiere americane che costituiscono un saldo pilastro del suo elettorato e facendo intendere a loro che costringerà il colosso cinese a vantaggiosi accordi commerciali. Ma forse Iran Messico Cina e Corea del Nord tenteranno di far passare il tempo e attendere il 2020 un’eventuale quanto probabile uscita di scena di Trump. Nel frattempo tra finti litigi e ipocriti sorrisi lo assecondano. Ma non bisogna, però, sottovalutare la capacità e il talento politico del Presidente Trump che al pari di Obamma potrebbe avere la capacità di risalire la chine e restare saldamente alla guida della più grande potenza del mondo.

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