Il finanziere Epstein suicida in carcere

Jeffrey Epstein, il finanziere travolto da uno scandalo sessuale e accusato di abusi, sfruttamento della prostituzione femminile e traffico di minori, si è suicidato in carcere. Lo riporta la Nbc citando fonti.

Epstein – secondo quanto riportano ora diversi media – sarebbe stato trovato senza vita nella sua cella nel carcere di Manhattan dove era recluso in attesa del processo, il Manhattan Correctional center dove e’ recluso anche El Chapo. Si sarebbe impiccato. La scoperta verso le 7,30 del mattino. Il finanziere era gia’ stato messo sotto sorveglianza dopo lo scorso 23 luglio era stato ritrovato sul pavimento della cella in stato di semicoscienza con vistose ferite al collo.

Nelle ultime ore erano state diffuse le carte della corte in cui si descrivono le attivita’ illegali in cui Epstein era stato coinvolto, con molti dettagli scabrosi e imbarazzanti sulle abitudini sessuali del finanziere.

Secondo quanto emerge dalle carte della corte che si apprestava a perseguire Epstein, gli piacevano le orge con ragazze minorenni, organizzate nella sua lussuosissima mansion di Manhattan o in quella agli Hamptons, e pretendeva almeno tre orgasmi al giorno, prediligendo anche l’uso di sexy toys. Aveva poi un’assistente che gli procurava le ragazze e un maggiordomo che alla fine ripuliva e faceva sparire ogni traccia di ciò che accadeva.

In centinaia di pagine, diffuse nelle ultime ore, si ricostruiscono tutte le attività illegali del miliardario finanziere e le sue perversioni, compresi i dettagli più scabrosi e imbarazzanti. Tutto basato sulle testimonianze anche di alcune delle vittime di Epstein, soprattutto quella di Virginia Robert Giuffre, che ha accusato il finanziere di averla ridotta ad una “schiava sessuale” quando aveva solo 14 anni.

Racconta di essere stata costretta nel 2001, quando era minorenne, ad avere rapporti sessuali anche con altri personaggi che gravitavano nella cerchia di amicizie del ricco finanziere, tra cui il principe Andrea duca di York, il figlio della regina Elisabetta. E’ quanto emerge – secondo il resoconto dei media Usa – dalle carte depositate dagli investigatori presso la corte che si apprestava a perseguire Epstein.

 

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