IL FESTIVAL PUCCINI INVITATO IN UCRAINA PER CELEBRARE SOLOMIA Krushelnytska

IL FESTIVAL PUCCINI INVITATO IN  UCRAINA, A LEOPOLI PER CELEBRARE SOLOMIA Krushelnytska

Sarà un grande Concerto di Gala  “Solomie! Brava!”a celebrare venerdì 23 settembre a Leopoli nel Teatro nazionale della cittadina Ucraina il soprano ucraino Solomia Krushelnytska nel giorno anniversario dei 150 anni dalla nascita. Sul podio il Maestro Alberto Veronesi

Una serata speciale che il Teatro di Leopoli con l’Istituto Italiano di Cultura di Kiev, dopo il grande successo della rappresentazione di La bohème a Torre del Lago hanno voluto celebrare con il Festival Puccini invitando il direttore musicale Alberto Veronesi a dirigere Orchestra, Coro e Solisti del teatro di Leopoli.

La presidente Simonetti “ due eventi che ci hanno permesso di scrivere pagine significative nella storia della nostra Fondazione”

La Citta di Viareggio dona al Teatro di Leopoli copie di documenti appartenuti al soprano e custoditi nel fondo del Centro documentario Storico

Il 23 settembre 2022, l’Ucraina e il mondo intero celebreranno il 150° anniversario della nascita della famosa cantante lirica ucraina Solomia Krushelnytska.  Un anniversario significativo che anche il Comitato Esecutivo l’Unesco  ha voluto sottolineare concedendo il proprio patronage a questo anniversario in cui si  ricorda una delle grandi interprete del melodramma.   “La Fondazione Festival Pucciniano ha sin dall’inizio della guerra cercato di testimoniare vicinanza al popolo Ucraino- dichiara la presidente Maria Laura Simonetti-  lo abbiamo fatto con gli “strumenti” della nostra attività, ovvero la musica. Questo invito a Leopoli è davvero la testimonianza di  come,  grazie alla musica e a Giacomo Puccini,  sia possibile costruire ponti di amicizia durevoli  nel tempo e non scalfiti da odio e da  violenza. La musica ci consente di provare emozioni senza distinzione di lingua, religione ed etnia.   Grazie al Teatro di Leopoli, al nostro Ministero degli Esteri che attraverso la diplomazia culturale ha contribuito a realizzare gli eventi di Torre del Lago e di Leopoli, alla Citta di Viareggio  e a tutti gli artisti che hanno consentito di scrivere due pagine significative nella storia della nostra Fondazione”.

L’opera lirica, Giacomo Puccini  e Solomia hanno nel tempo contribuito a creare un solido legame tra l’Italia  e l’Ucraina, soprattutto con la citta di Leopoli che al soprano ha dato ai natali e dove nel  teatro nazionale si rappresentano molti titoli del repertorio italiano, amati dal pubblico ucraino. Fu in Italia che iniziò il trionfo internazionale e il riconoscimento mondiale di Solomia Krushelnytska. E fu l’opera pucciniana Madama Butterfly a consacrarla tra le grandi interpreti. Scelta proprio da Giacomo Puccini fu lei l’interprete della rappresentazione di Brescia che risollevò il capolavoro pucciniano dalla clamorosa caduta del Teatro alla Scala. La sua voce ha trionfato  sui grandi palcoscenici d’opera italiani a Milano, Trieste, Palermo, Napoli, Brescia e molti altri. Il maestro Puccini definì Krushelnytska “la farfalla più bella e affascinante”, e lo stesso Arturo Toscanini considerava un onore dirigere spettacoli con la sua partecipazione. Krushelnytska era l’aristocratico italiano Cesare Riccioni.

“La Boheme che abbiamo avuto l’opportunità di presentare a Torre del Lago- ha dichiarato Vasyl VovKun  direttore generale e direttore artistico del  teatro di Leopoli –   è stata per noi una grande dimostrazione di solidarietà e sostegno durante il difficile momento della guerra, che stiamo combattendo per conquistare  la nostra indipendenza e preservare la nostra identità; una iniziativa che  è stata anche ulteriore testimonianza dello speciale legame culturale tra i nostri Paesi. In segno del nostro speciale rispetto e gratitudine per il vostro sostegno, abbiamo l’onore di invitarvi a partecipare alla celebrazione di questo importante evento della vita del nostro teatro e del nostro Paese e di accogliere come direttore del Gran Concerto in occasione del 150° il direttore musicale del Festival Puccini di Torre del Lago Alberto Veronesi  “Solomie! Brava!”Gli eventi festivi dureranno dal 19 al 25 settembre.

“È un grande onore essere stato scelto  per celebrare la grande Solomia. Ringrazio molto la Fondazione Festival Pucciniano e il nostro Istituto Italiano di Cultura con il suo direttore Edoardo Crisafulli che hanno fatto da tramite con le Autorità ucraine, con il Teatro e con il Ministero della Cultura, per rendere possibile questa bella collaborazione che celebra Solomia, Puccini, Viareggio, Leopoli e la musica. Recarsi in Ucraina per un concerto, tra l’altro il primo grande concerto in un grande teatro nazionale diretto da uno straniero dall’inizio della guerra, significa qualcosa di più che organizzare una tournée nelle nostre pacifiche città europee. È un segno di rinascita culturale, un segno di normalità riconquistata, un segno di grande fiducia. Percorreremo con la grande orchestra e il grande coro del Teatro Nazionale di Leopoli i capisaldi del repertorio di Solomia, conclude Veronesi brani da Madama Butterfly, Otello, Trovatore, Carmen, Manon Lescaut, Lohengrin e Tannhauser”.

Immagine che contiene interni, edificio, sala, soffitto

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IL TEATRO DI LEOPOLI

Originariamente l’Opera di Leopoli si trovava sull’ex palude del fiume sommerso di Poltva poi è stata spostata in viale della Libertà, il fulcro alberato del centro storico di Leopoli, Patrimonio dell’umanità UNESCO situato nel distretto di Halych della città. Fu costruito tra il 1897 e il 1900 e originariamente era chiamato Grand Theatre . Per quattro decenni il teatro fu conosciuto come Teatro Accademico Statale dell’Opera e del Balletto di Leopoli Ivan Franko, essendo stato ribattezzato nel 1956 in onore del famoso poeta e attivista politico della città nel centenario della sua nascita. Nel 2000, l’Opera di Leopoli ha celebrato il proprio centenario con un altro nome, questa volta in onore di una delle figlie native della città, Solomija Krušel’nyc’ka, un rinomato soprano dell’inizio del XX secolo.

“la Duse dell’opera”

cantante lirica ucraina tra le più grandi di tutti i tempi. La sua voce unica e la sua marcata personalità conquistarono i teatri lirici di tutto il  mondo

“Salomea Kruceniski Riccioni”.  Dopo il successo in Madama Butterfly a Brescia (1904) decide di stabilirsi a Viareggio dove conobbe Cesare Riccioni sindaco di Viareggio. E i due si sposarono a Buenos Aires.  Gli anni,  fino al 1938 (data di morte di Cesare Riccioni) li vissero tutti a Viareggio. con il marito nella foto conservata presso il centro documentario storico del comune di Viareggio Una voce unica, una personalità di grande spessore la resero una delle figure di spicco nel mondo della lirica, ma anche una delle donne ucraine più famose al mondo. Ancora oggi viene celebrata e ricordata come una delle personalità più carismatiche della storia del Paese, così come è immensa l’eredità che ha lasciato, sia dal punto di vista artistico che umano. Solomija era nata a Biliavyntsi, oggi Regione di Ternopil (all’epoca regno di Galizia) in una famiglia di antiche e nobili origini. La sua famiglia era appassionata di musica: sua madre cantava in un coro e le trasmise la passione per il canto. Solomija si distingueva per la voce e il suo era un canto angelico, melodioso, che non passava inosservato. Al canto affiancò lo studio del pianofomorte,

Fu lei l’interprete del trionfo di Madama Butterfly al Teatro Grande di Brescia dopo che l’opera era caduta alla sua prima al Teatro alla Scala. Era stato Puccini a chiederle di essere lei l’interprete e Salomea aveva preso molto sul serio questo impegno, tanto da trascorrere tre mesi a ripassare la parte, indossando perfino gli abiti di scena per immedesimarsi ancor più nel suo personaggio. Dopo il grande successo di Madama Butterfly a Brescia (28 maggio 1904) Salomea decide di stabilirsi a Viareggio dove conobbe Cesare Riccioni sindaco di Viareggio. E i due si sposarono a Buenos Aires dove lei si esibiva nel 1910.  Gli anni,  fino al 1938 (data di morte di Cesare Riccioni) li vissero tutti a Viareggio. Poi lei, rimasta vedova, donò la sua ampia biblioteca al comune e chiese di poter tornare a Leopoli, sua regione natale. La accontentarono poiché era una celebrità e le dedicarono il teatro nazionale. Purtroppo quelli furono anni nefasti, prima i nazisti poi i sovietici le impedirono di tornare in Italia, nell’amata Viareggio e così nel 1952 morì lontana. Anche se fu tumulata, dopo un immenso corteo funebre, in una monumentale tomba.

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