Cent’anni dopo la sua prima rappresentazione, Turandot torna a essere il simbolo del Festival Puccini. Sarà infatti l’ultima, incompiuta opera di Giacomo Puccini ad aprire, il 17 luglio, la 72ª edizione della rassegna di Torre del Lago, che fino al 5 settembre riunirà alcune delle voci più autorevoli della lirica internazionale nel luogo dove il compositore visse e scrisse gran parte della sua produzione.
La scelta non è soltanto celebrativa. Nel centenario della prima esecuzione dell’opera alla Scala, il Festival riporta in scena uno dei suoi allestimenti più rappresentativi: quello nato nel 2008 per l’inaugurazione del nuovo Gran Teatro all’aperto, con la regia originaria di Maurizio Scaparro, le scene di Ezio Frigerio e i costumi del premio Oscar Franca Squarciapino. Restaurata per l’occasione, la produzione torna sulle rive del lago dopo un lungo percorso internazionale che l’ha portata nei principali teatri europei, americani e, più recentemente, in Cina.
La prima del 17 luglio vedrà protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo della principessa di ghiaccio, Roberto Alagna come Calaf e Aleksandra Kurzak come Liù, diretti da Marco Armiliato. Nelle recite successive si alterneranno altri interpreti di primo piano della scena operistica mondiale, da Gregory Kunde ad Angela Meade, da Pretty Yende a Ermonela Jaho, da Olga Maslova a Ivan Gyngazov, confermando la vocazione internazionale che il Festival ha rafforzato nelle ultime stagioni.
L’edizione 2026 arriva infatti dopo il successo registrato lo scorso anno, quando la manifestazione ha superato i 44 mila spettatori provenienti da 61 Paesi, consolidando il proprio ruolo tra i principali appuntamenti lirici estivi europei. Una crescita che la Fondazione intende proseguire puntando sulla qualità artistica, sulla valorizzazione del patrimonio scenico costruito in oltre settant’anni di storia e sul legame con il paesaggio di Torre del Lago, elemento identitario del Festival.

Il cartellone comprende anche Tosca, La bohème, Madama Butterfly e La fanciulla del West, affidate a cast di prestigio e a direttori come Marco Armiliato, Giacomo Sagripanti, Carlo Montanaro, Antonino Fogliani, Francesco Ivan Ciampa e Daniel Oren. Accanto alle opere sono previsti due gala con Jonas Kaufmann e Plácido Domingo, uno spettacolo di danza con Eleonora Abbagnato dedicato alle musiche pucciniane e una serie di concerti e appuntamenti collaterali che completano il programma della manifestazione.

Più che una semplice inaugurazione di stagione, quella del 17 luglio assume così il valore di un ritorno alle origini. Turandot, ultima pagina lasciata incompiuta da Puccini e destinata a diventare uno dei titoli più rappresentati del repertorio mondiale, torna a vivere nel luogo dove il compositore immaginò gran parte della propria musica. È un modo per ricordare che il Festival di Torre del Lago non è soltanto una rassegna estiva, ma il luogo in cui la memoria pucciniana continua a confrontarsi con il presente.
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Loredana Margheriti

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