“Il dolce suono mi colpì”, l’Opera di Roma presenta la stagione 2026-2027 tra grandi classici, contemporaneità e apertura alla città

Roma, Teatro dell’Opera, 17 giugno 2026

Il dolce suono mi colpì è uno dei versi più celebri della Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, ma il Teatro dell’Opera di Roma ha scelto di interromperlo prima della sua conclusione naturale. Nessun riferimento alla sua voce, solo quella sospensione evocata dal sovrintendente Francesco Giambrone durante la presentazione della stagione 2026-2027. Un titolo che richiama la bellezza dell’esperienza artistica, ma anche lo stupore, lo shock, persino una sottile inquietudine. Un’immagine che sembra racchiudere il senso dell’intera programmazione in un dialogo costante tra tradizione e innovazione, memoria e futuro.

Presentata oggi al Teatro Costanzi, la nuova stagione si articolerà in undici titoli d’opera, due opere in forma di concerto, sette produzioni di balletto, quattro eventi speciali e dodici nuove produzioni tra lirica e danza. Un cartellone che conferma la traiettoria intrapresa negli ultimi anni dal teatro romano, sempre più orientato a coniugare il grande repertorio con il Novecento storico e la contemporaneità.

Ad aprire la stagione, il 27 novembre 2026, sarà The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, affidato alla direzione musicale di Michele Mariotti e alla regia di Rafael R. Villalobos. Un titolo emblematico, non solo perché rappresenta uno dei capolavori del Novecento musicale, ma anche perché incarna quella tensione tra passato e modernità che Mariotti ha individuato come uno dei fili conduttori del programma. Nel suo intervento video (a Bolzano per dirigere un concerto questa sera – ndr), il direttore musicale ha ricordato come Stravinskij, nel costruire il proprio linguaggio, abbia guardato alle forme della tradizione per reinventarle, trasformando il passato in materia viva per il futuro.

ph. Fabrizio Sansoni

La stagione proseguirà con Andrea Chénier di Umberto Giordano nella regia di Marco Bellocchio, Lucia di Lammermoor affidata alla lettura scenica della coreografa americana Karole Armitage, I due Foscari di Verdi, Iphigénie en Tauride di Gluck nell’allestimento di Robert Carsen e Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Dmitrij Šostakovič, una delle proposte più attese dell’intero cartellone. Spazio anche al grande repertorio italiano con Il trovatore, La rondine, Falstaff e una nuova produzione della Cenerentola di Rossini firmata da Mario Martone, che segnerà anche il ritorno produttivo del Teatro dell’Opera nel riaperto Teatro Valle.

Di assoluto rilievo la presenza di interpreti internazionali, sul palcoscenico del Costanzi si alterneranno artisti come Sonya Yoncheva, Marina Rebeka, Ermonela Jaho, Jessica Pratt, Francesco Meli, Vittorio Grigolo, Lawrence Brownlee e Nicola Alaimo. Tra gli eventi speciali spiccano inoltre due appuntamenti destinati ad attirare l’attenzione del pubblico internazionale: Anna Netrebko, che interpreterà per la prima volta in Italia il ruolo di Judit nel Castello del principe Barbablù di Béla Bartók, e Cecilia Bartoli, che celebrerà quarant’anni di carriera tornando al Costanzi con Il barbiere di Siviglia, opera che segnò il suo debutto romano nel 1987.

ph. Fabrizio Sansoni

Accanto alla lirica, la danza continua a rappresentare uno degli assi portanti della programmazione. Eleonora Abbagnato ha presentato una stagione che alterna i grandi classici alle più importanti firme della coreografia contemporanea. Il pubblico ritroverà Il lago dei cigni con ospiti internazionali come Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov, mentre il repertorio contemporaneo sarà rappresentato da nomi quali John Neumeier, Wayne McGregor, Alexander Ekman, Sharon Eyal e Diego Tortelli. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera, che si avvicina al centenario della fondazione previsto nel 2028.

Tra i temi emersi durante la presentazione non c’è stato soltanto il cartellone artistico. Giambrone ha rivendicato il ruolo del Teatro dell’Opera come istituzione pubblica radicata nel territorio, ricordando il successo di OperaCamion e delle iniziative che portano la musica nei quartieri, nelle piazze, nelle scuole e nei contesti sociali più fragili. Una visione condivisa anche dal sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella, che ha sottolineato il valore sociale della diffusione culturale e dei progetti rivolti ai giovani, alle detenute del carcere di Rebibbia e alle persone con disturbi dello spettro autistico.

Importante anche il rafforzamento della collaborazione con Rai Cultura, come annunciato durante la conferenza, dalla stagione successiva l’inaugurazione sarà anticipata stabilmente al 1° novembre per consentire la trasmissione in diretta televisiva su Rai 3, consolidando un rapporto che negli ultimi anni ha portato numerose produzioni del Teatro dell’Opera sui canali del servizio pubblico.

Guardando al futuro, il teatro pensa già alle prossime ricorrenze simboliche: il centenario della Scuola di Danza nel 2028 e il centocinquantesimo anniversario del Teatro Costanzi nel 2030. Traguardi che accompagneranno un’istituzione oggi forte di risultati artistici, economici e di pubblico significativi.

Più che una semplice successione di titoli, Il dolce suono mi colpì appare così come una dichiarazione di identità. Un teatro che continua a coltivare il repertorio senza trasformarlo in museo, che investe nella contemporaneità e che prova a portare l’opera oltre i propri confini fisici, facendo della cultura uno spazio condiviso di partecipazione e cittadinanza.

http://www.operaroma.it

Loredana Margheriti

Circa Loredana Margheriti

Ha un formazione umanistica che affonda le radici nella ricerca documentale. La passione per la musica, in particolare per il canto lirico, accompagna da sempre il suo percorso, ha intrapreso infatti in giovane età lo studio del canto. "Scrivere di arte e spettacolo è per me un modo per restituire emozioni, condividere visioni e dare voce a ciò che l’esperienza estetica accende dentro di noi." Mossa da passione quindi, ed accompagnata da infinita curiosità, collabora con diverse testate digitali, occupandosi soprattutto di recensioni musicali e operistiche, ma racconta spesso anche di eventi culturali, teatrali e d’arte. Attualmente lavora nel restauro di beni culturali monumentali, un’attività che le permette di rimanere in costante dialogo con la bellezza, anche nella sua forma materica.

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