Il Def approda in Aula ma la maggioranza è ancora divisa

Dopo l’approvazione da parte della commissione Bilancio del Senato, il Def arriva al Senato per la discussione dei senatori. La maggioranza instabile a Palazzo Madama preoccupa e non poco il governo, che rischia di ritrovarsi in minoranza. Anche nella coalizione giallorossa, infatti, ci sono ali pronte a fare opposizione. Uno su tutti Matteo Renzi, che in diverse occasioni ha criticato i lavori coordinati da Conte e Gualtieri.

La prima preoccupazione è legata alle coperture legate alla lotta all’evasione fiscale. Il governo spera di ricavare circa sette miliardi da questo campo, numeri difficilissimi da raggiungere. E non è un caso che Bankitalia, Upb e Corte dei Conti abbiano espresso perplessità a riguardo.

 Altro nervo scoperto nella maggioranza di governo è quello legato al cuneo fiscale. L’intenzione dei giallorossi è quella di tagliare le tasse sul lavoro per aumentare il compenso dei lavoratori. Il piano, così come ipotizzato in questo momento, prevede un aumento di quaranta euro circa in busta paga. Un pannicello caldo, come lo ha definito Matteo Renzi, che ha chiesto al premier Conte di prendere in considerazione il rinvio del provvedimento al prossimo anno. La speranza è quella di poter agire in maniera decisamente più incisiva.

 Come se non bastasse il governo deve ancora trovare cinque miliardi per coprire i provvedimenti previsti dalla manovra. È quindi inutile negare che i giallorossi abbiano un problema abbastanza serio legato alle coperture.

Resta da risolvere inoltre il nodo legato al bonus per i figli. Il contributo non può essere fatto attingendo dai famosi ottanta euro. Gualtieri tira il freno a mano ma la maggioranza non ci sente e chiede l’inserimento del sussidio già nella prossima manovra.

 Da Bankitalia è arrivato intanto il via libera sullo sconto per chi paga con carta o bancomat, a patto che vengano tutelate le persone che potrebbero avere oggettive difficoltà a pagare in via elettronica.

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