Il decreto per il monitoraggio durante la fase 2

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato il decreto nel quale vengono definiti quelli che sono i criteri per il monitoraggio sanitario durante la fase 2, quando sarà necessario avere un modello condiviso tra la Regioni, chiamate a una stretta collaborazione con il governo centrale.

 Il decreto sul monitoraggio durante la fase 2 dell’emergenza coronavirus stabilisce. Il testo chiarisce quelli che sono i criteri che dovranno essere tenuti in considerazione. I dati saranno valutati per avere un quadro chiaro e dettagliato sull’andamento dei contagi sul territorio. “Allo stato attuale dell’epidemia il consolidamento di una nuova fase, caratterizzata da iniziative di allentamento del lockdown e dalla loro progressiva estensione, può aver luogo solo ove sia assicurato uno stretto monitoraggio dell’andamento della trasmissione del virus sul territorio nazionale”. Si analizzeranno poi la tenuta del sistema sanitario locale, per evitare una pressione eccessiva sulle strutture ospedaliere, l’identificazione e la gestione dei contatti, il monitoraggio delle persone in quarantena e il controllo sulla popolazione attraverso i tamponi. La possibilità di aperture anticipate rispetto al 1 giugno In base all’analisi dei criteri e dei dati, il governo potrebbe concedere ad alcune Regioni aperture anticipate a partire dal 18 maggio. In caso contrario, se i dati non dovessero essere positivi, si potrebbe procedere con l’istituzione di nuove zone rosse. Le restrizioni andrebbero ad isolare micro-zone per evitare la chiusura della regione.

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