Il concetto di Nazione rischia di essere regalato ai sovranisti

In Italia sta accadendo che il concetto di Nazione rischia con ogni probabilità, di essere regalato ai sovranisti. Negli ultimi decenni sono stati in molti a prefigurare una sorta di democrazia post nazionale, fatta da cittadini del mondo, nella convinzione che il concetto di Nazione, fosse ormai obsoleto e superato. Ma la crisi economica scoppiata nel 2008, ha riportato velocemente indietro le lancette dell’orologio, favorendo la diffusione di paure e la richiesta di protezione ai propri Stati, alle proprie Nazioni, intese come comunità unite dalla stessa lingua, cultura e costumi. Il Governo Lega-Cinque Stelle, ha intercettato queste istanze , con una divisione di compiti non programmata ma evidente. Alla domanda di sicurezza contro il pericolo dell’immigrazione massiccia e incontrollata, ha pensato la Lega, al disagio economico dei ceti sociali più deboli, marginalizzati dalla crisi globale, hanno risposto i Cinque Stelle con il reddito di cittadinanza. Non si tratta di valutare positivamente o al contrario le misure adottate dal Governo giallo-verde, ma di capire come questo modo di far politica abbia convinto gli italiani che le loro richieste di aiuto vengano prese sul serio dall’attuale maggioranza.Sicuramente è per questo che il governo gode ancora di un consenso che è stimato intorno al 60%. Una componente favorevole alla maggioranza è dovuta anche al fatto che l’opposizione, il Pd in particolare, soffre di una latente asfissia, causata da un blocco culturale e politico programmatico, che non gli fa comprendere che il sentimento nazionale non è incompatibile con la democrazia e con la collaborazione con gli altri popoli a cominciare dai Paesi dell’area UE.E che la nazione svolge ancora una funzione importante su due versanti: su uno alimenta quel senso di solidarietà in quelle società che hanno assicurato un gran numero di diritti e libertà individuali; sull’altro rende più facile abitare il nostro pianeta, radunando i cittadini secondo criteri di vicinanza e comunanza, piuttosto che farli vivere in un ipotetico ed insicuro spazio globale. In Europa e negli Stati Uniti sta rinascendo un sentimento collettivo, fatto di simboli, piccoli gesti che richiamano al sentimento nazionale che inevitabilmente non può non essere parte di una società democratica.Quindi inasprire le contrapposizioni tra sovranisti ed europeisti significa, invece, negare o addirittura ignorare questo sentimento di appartenenza nazionale, più prossimo ad ogni cittadino; significa lasciare ai populisti tutto ciò che riguarda la nazione, basandosi sulla falsa convinzione che tutto ciò che riguarda il nazionalismo sia razzismo, propositi bellici ed aggressivi verso altri popoli, così come è avvenuto nel corso del 900.Ma la contrapposizione tra sovranisti ed europeisti ignora un elemento essenziale che riguarda l’Ue, che costituisce uno spazio che è sì di collaborazione tra i vari Stati membri, ma è allo stesso tempo di concorrenza nell’adottare iniziative nel campo economico e nella politica estera. La finta contrapposizione del Governo giallo-verde all’Europa, soprattutto leghista, non va oltre sterili slogan privi di contenuti e controproducenti per il Paese. Certo dovremmo seriamente preoccuparci se l’alternativa fosse quella racchiusa in altrettanto sterili slogan che vengono dalle opposizioni quali:”Più Europa”. Questi addirittura rischiano di parlare solo alle élite e corrono il rischio di regalare ai cosiddetti sovranisti la difesa dell’interesse nazionale.

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