Il Cipess: “10 anni per trasformare l’Italia” Ma al Sud meno di un progetto su quattro è cantierabile

Il presidente di Federcepicostruzioni Antonio Lombardi: “Occorre semplificare, snellire gli iter burocratici, velocizzare le procedure di gara e attivare immediatamente i cantieri”

“10 anni per trasformare l’Italia”: è il titolo ambizioso che il CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo sviluppo sostenibile) ha scelto per la relazione conclusiva, diffusa a margine della riunione del 15 febbraio scorso, che fa il punto sugli interventi individuati nell’ambito della programmazione FSC (Fondo Sviluppo e Coesione), PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), e PC (Piano Complementare).

“Il quadro che viene fuori dall’analisi – è il commento del presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi – è purtroppo pesantemente caratterizzato da ritardi, che rischiano di dilatare ulteriormente i tempi realizzativi, mettendo in luce la vera emergenza di questo Paese, che – prima ancora che infrastrutturale e tecnologica – è burocratica. In mancanza di un immediato, serio, organico, efficace programma di riforme, il rischio che questi interventi si impantanino in qualche cassetto in attesa di visti, timbri e pareri, è purtroppo elevatissimo. Occorre semplificare, snellire gli iter burocratici, velocizzare le procedure di gara e attivare immediatamente i cantieri. L’economia si rilancia con opere e infrastrutture: non con i programmi e i progetti”.

La relazione conclusiva del CIPESS evidenzia purtroppo ancora aree di pesante criticità: basti pensare che delle 41 opere “bandiera” (26 delle quali al Sud), pure individuate come “immediatamente cantierabili” (Allegato 1 della delibera CIPESS), ben 15 sono ancora nella fase della progettazione di “fattibilità tecnica ed economica”. Ben 12 di queste, sono al Sud.

L’Allegato 1 della delibera si spinge nella programmazione del FSC fino al 2030 (oltre l’orizzonte temporale FSC limitato al periodo 2021-2027): “Il dato che preoccupa – commenta il presidente Lombardi – è che per alcune opere, come per il collegamento tra l’A2 e la variante alla SS18 ad Agropoli, il grosso dell’investimento viene programmato a ridosso della scadenza del FSC, a partire dal 2025, con incrementi sostanziosi addirittura oltre, dal 2028. Stessa situazione si riscontra anche per il Nodo Complesso di Bari-Bari Nord. È evidente che in simili contesti programmatici, diventa addirittura illusorio parlare di progetti di fattibilità tecnica ed economica, giacché queste infrastrutture saranno realizzate in contesti economici, sociali, produttivi profondamente mutati rispetto ad oggi”.

La sintesi del CIPESS prevede una proposta di anticipazione sul FSC per 6,276 miliardi di euro destinati al finanziamento di investimenti prioritari in mobilità, logistica e infrastrutture sostenibili. L’83% circa delle opere al Sud è al sud. In Campania sono previsti investimenti per 1,7 miliardi: 893 milioni per strade, 315 per ferrovie, 389,8 per il trasporto rapido di massa, e 115 per infrastrutture idriche. In Sicilia gli investimenti ammontano a 1,2 miliardi; in Calabria a 465 milioni, in Puglia 958 milioni, in Basilicata 165 milioni.

L’analisi della cantierabilità delle opere evidenzia però che soltanto il 27,4% degli interventi previsti in Campania può passare alla fase realizzativa (22,7% in Sicilia, 20,5% in Puglia, 2,1% in Basilicata, 6,1% in Calabria).

“L’auspicio è che la necessità di intervenire nei tempi stringenti imposti dall’Europa – conclude Lombardi – favorisca veri ed incisivi programmi di riforma. O il rischio concreto è che si continuerà, per chissà quanto tempo ancora, a parlare di programmi e di progetti, senza che si aprano i relativi cantieri”.

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