Il centrodestra riparte da Bologna

Nella ‘rossa’ Bologna oggi per tornare insieme e rubare al M5S la palma di alternativa a Matteo Renzi. Alla fine Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, tre anime di un centrodestra mai così diviso come in questi mesi, saranno insieme in una piazza Maggiore a trazione leghista e ‘assediata’ dalle manifestazioni anti-Carroccio. Non è stato un percorso facile e, tra alcuni azzurri, i dubbi sulla partecipazione dell’ex premier e sul timore di un agganciamento alla Lega non sono ancora sciolti. Quella di Berlusconi è stata una scelta giunta solo alla fine di un percorso di mediazione che ha avuto nel patto tra i gruppi parlamentari e nella lenta mutazione di una kermesse leghista partita come ‘Blocca-Italia’. Si racconta in ambienti azzurri ed emerge nei vertici del partito l’ipotesi di convincere proprio Salvini a scendere in campo a Milano. E a Bologna, del resto, la manifestazione sarà aperta da una Meloni che resta più che papabile per le cruciali elezioni a Roma. Berlusconi parlerà dopo Meloni e prima di Salvini. Terrà un discorso breve, in cui toccherà, attaccando, la manovra e le politiche migratorie, oltre alla necessità di stringere i rapporti con quel Vladimir Putin che dell’ex premier è storico alleato. Ad ascoltare, una platea in gran parte leghista ma infarcita dello stato maggiore azzurro e che, prima dei big, vedrà passare sul palco diversi esponenti delle categorie, dai medici ai poliziotti, dagli esodati agli studenti. Tutt’intorno, invece, il pullulare delle contromanifestazioni. A Bologna, 600 poliziotti chiamati in causa per evitare ogni incidente. Per Salvini, comunque, a Bologna ci saranno diverse decine di migliaia di persone, tutte riunite in una piazza che il Pd vede invece come la prova del definitivo tramonto di Berlusconi. ‘Con Berlusconi finalmente l’opposizione si compatta e qualcuno sta preparando il dopo Renzi. E questo qualcuno non sono i grillini’, sottolinea Salvini, che risponde a chi gli chiede ancora un giudizio sulla presenza del leader di Forza Italia  alla convention, che si preannuncia un termometro politico importante per il futuro del centrodestra. Senza cedere alle provocazioni Salvini ribadisce che guarda al futuro e non al passato, e non riedizioni di vecchie alleanze. L’importante è che sarà una festa, la Festa della Liberazione da Renzi. Berlusconi parlerà dopo Meloni e prima di Salvini. Terrà un discorso breve, in cui toccherà, attaccando, la manovra e le politiche migratorie, oltre alla necessità di stringere i rapporti con quel Vladimir Putin che dell’ex premier è storico alleato. Il segretario della Lega è convinto che sarà una giornata memorabile quella in piazza Maggiore di oggi, dove sotto lo slogan ‘Liberiamoci’ si raduneranno tutti coloro che vogliono mandare a casa il governo Renzi. Nessuna bandiera di partito sul palco è prevista. L’appuntamento di Bologna è l’inizio di un percorso, una piazza simbolica per un centrodestra unito, ed è questo il ragionamento con cui Berlusconi si appresta a tornare in una piazza impegnativa come quella di  Bologna.

Cocis

 

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