Il centrodestra chiude a Ravenna la campana elettorale

Il centrodestra unito a sostegno di Lucia Borgonzoni a piazza del Popolo a Ravenna. Al comizio finale della campagna elettorale per l’Emilia Romagna hanno partecipato i tre leader Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

“Questa piazza la porterò con me se mi manderanno a processo per aver difeso i confini dell’Italia”. Così ha esordito Salvini, ricordando di avere girato 200 piazze in Emilia Romagna. Ha quindi dedicato la piazza a Mario Cattaneo, il ristoratore assolto per avere ucciso un ladro. “Questa regione ha bisogno di un assessorato alla sicurezza. C’è chi vuole difendere la privacy dei delinquenti – ha aggiunto – io sto con le mamme e con i papà che a Bibbiano hanno gridato al mondo ‘giù le mani dai bambini’. Bibbiano tornerà ad essere conosciuta come la patria del parmigiano reggiano”. “Ravenna soffre per i posti di lavoro a rischio – ha detto ancora – questa regione deve tornare ad essere una regione per le imprese dove lavora chi è bravo e non perché ha una certa tessera in tasca. Dall’altra parte abbiamo ricevuto solo insulti. Io sono contento di una cosa, in questa piazza ho avuto l’onore di stringere la mano a persone che erano di sinistra e del Pd. Persone che non voteranno più il Pd che non ha più niente a che fare con gli operai e i contadini, è diventato il partito della casta”.

Abbiamo illuminato il palazzo della Regione Emilia-Romagna con i colori del nostro tricolore – ha detto Giorgia Meloni – della nostra bandiera Nazionale. Il voto di domenica è importantissimo per questa terra ma è un voto dal quale dipendono anche i destini della nazione. Secondo Fratelli d’Italia l’Emilia-Romagna può avere molto di più: è una regione locomotiva nonostante il PD, che in questi decenni si è limitato a gestire il potere. Speriamo che i cittadini dell’Emilia-Romagna vogliano aiutarci a dare un governo migliore a questa Regione, a dare un governo migliore all’Italia”.

“Grazie per essere qui – ha salutato dal palco Giorgia Meloni – questa è stata una campagna straordinaria che abbiamo fatto piazza per piazza, comune per comune. I cittadini dell’Emilia Romagna sono dinanzi a un crocevia della storia: da loro dipende il futuro della regione, che è una locomotiva ma non grazie al Pd, lo è nonostante il Pd.

Silvio Berlusconi ha sottolineato che se le regionali in Emilia Romagna vanno come devono andare il governo non potrà che dimettersi. Poi ha fatto accenno anche al movimento delle sardine: ”Le Sardine sono dentro la sinistra – ha detto – Quindi tutti questi loro appelli a una politica più seria, con toni meno violenti cadono nel nulla perché anche loro si adegueranno alla sinistra”.

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