Il Cdm approva la stretta sui migranti. Weber (Ppe): ‘Europa nel pieno di una crisi migratoria, l’Italia sta facendo del suo meglio, la Francia no’

Il Consiglio dei ministri ha approvato una serie di misure particolarmente attese, in primis il nuovo decreto migranti. Si articola in quattro parti fondamentali: contrasto all’immigrazione irregolare, minori non accompagnati, sicurezza e accoglienza. Si compone di 12 articoli che confermano le attese di questi giorni: dalle espulsioni per gravi motivi di sicurezza, alla possibilità di ospitare 16enni nei centri di accoglienza in caso di indisponibilità di strutture ad hoc; dalle espulsioni per chi mente sulle età o sull’identità ai limiti alle deroghe sulle capienze dei centri di accoglienza. Confermati, inoltre, accertamenti stringenti al fine di verificare l’età dei migranti che dichiarano di essere minori, anche attraverso rilievi dattiloscopici, antropometrici e sanitari: compreso il ricorso a raggi X. Viene meno, dunque, la possibilità del migrante di auto-dichiarare la minore età. «Non si potrà più mentire sull’età reale», ha detto il premier Meloni.

Entrando nei singoli aspetti del dl migranti, per prima cosa si prevede la possibilità di espellere i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo” nel caso in cui vi siano “gravi motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato”. L’allontanamento dal territorio nazionale deve essere disposto dal ministero degli Interni, nella figura del prefetto. Dopo averne dato preventivamente notizia al presidente del Consiglio e al dicastero per gli Affari Esteri. Contro la decisione delle autorità è possibile presentare ricorso. L’applicazione di questa disposizione è prevista, dunque, solo per “stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio da almeno cinque anni, inseriti nel contesto lavorativo e sociale, cui è stato rilasciato il particolare status di soggiornante di lungo periodo che, in taluni settori, consente di beneficiare del medesimo trattamento riconosciuto ai cittadini italiani”.

Uno degli aspetti più attesi riguarda i minorenni non accompagnati. Il nuovo decreto legge prevede che il prefetto, nel caso in cui non vi sia la disponibilità di strutture apposite, possa “disporre la provvisoria accoglienza del minore di età non inferiore a sedici anni in una sezione dedicata nei centri ordinari; per un periodo comunque non superiore a novanta giorni”. Inoltre, per far fronte all’enorme numero di migranti che si dichiara minorenne, il dl prevede l’espulsione dal territorio nazionale dei condannati per il reato di falsa attestazione di età.

Finora solo le donne in stato di gravidanza o le madri con minori venivano inserite subito nel sistema di accoglienza di secondo livello, spiegano inoltre fonti di governo -. Per tutte le altre, la normativa prevedeva lo stesso identico trattamento degli uomini adulti. Il decreto garantisce a tutte le donne migranti, dunque non più solo a quelle in stato di gravidanza, l’accesso nelle strutture di maggiore tutela. Il decreto prevede un incremento di 400 unità del personale delle Forze armate dell’operazione “Strade sicure”, dal primo ottobre al 31 dicembre 2023. Nonché 5 milioni di euro per l’anno 2023 e 20 milioni di euro dal 2024 fino al 2030 per interventi a favore della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco.

Stretta anche sulle domande di protezione internazionale. Uno straniero potrà vedere sospesa la sua richiesta, con possibilità di fare istanza di riapertura entro un massimo di dodici mesi. Se però lo straniero non dovesse presentarsi alla polizia per la verifica dell’identità e la formalizzazione della domanda, la richiesta di protezione precedente non verrà presa in considerazione e la procedura non sarà avviata. Sono previsti anche aumenti ai controlli sulle domande di visto in ingresso nel nostro Paese: con lo schieramento fino “a 20 unità di personale dei ruoli degli ispettori o dei sovrintendenti della polizia di Stato” presso le rappresentanze diplomatiche o gli uffici consolari.

Per quanto riguarda l’accoglienza il decreto prevede la possibilità di derogare “ai parametri di capienza previsti per i centri e le strutture di accoglienza nella misura non superiore al doppio dei posti previsti” nel caso in cui vi sia un numero straordinario di arrivi. Una commissione tecnica, istituita dal prefetto e composta anche da referenti dell’Asl e dei vigili del fuoco, dovrà occuparsi delle modalità attuative delle deroghe. Infine, per quanto riguarda la situazione sicurezza nei principali snodi ferroviari del Paese, il dl dispone il potenziamento del contingente dell’operazione Strade sicure a partire dal 1 ottobre e fino al 31 dicembre 2023, con uno schieramento aggiuntivo di 400 uomini e una spesa prevista di 2,8 milioni di euro.

“Quello che vedo da parte dell’Italia è l’apertura dei porti, l’aiuto e il soccorso nei confronti di tutti. Le guardie di frontiera stanno facendo del loro meglio, con un approccio ragionevole. Ma quello che vedo da parte della Francia è un approccio abbastanza aggressivo: la chiusura dei confini e non accettare più un solo rifugiato. Dobbiamo fermare questo tipo di ricatto all’interno dell’Ue“. Non usa mezzi termini il capogruppo del Ppe nel Parlamento Europeo Manfred Weber, durante un briefing con la stampa a Bruxelles.

“L’Unione Europea è ritornata in una crisi migratoria”, afferma. “Abbiamo circa 6mila arrivi in 24 ore, un vero problema, con un flusso costante di migranti, centinaia di arrivi ogni giorno”. “Quello che è estremamente preoccupante – prosegue – è che quello che vediamo è che il 90% degli arrivi lungo la rotta mediterranea” centrale “parte dalla Tunisia e solo il 10% dalla Libia. Tenendo questo a mente, i rifugiati e le persone che arrivano a Lampedusa molto probabilmente non resteranno in Italia. E’ ovvio che si tratta di una sfida europea e che dobbiamo trovare una risposta europea. E il Ppe vuole essere il partito dell’equilibrio, quello che trova un ragionevole equilibrio”.

Quindi l’invito ai Paesi Ue a sostenere il memorandum con la Tunisia. L’unica risposta “onesta” a chi chiede alla politica di “risolvere”, una volta per tutte, il problema dei flussi migratori, è che il problema non può essere risolto, ma può essere “controllato” e gestito, riducendo i flussi, come l’Ue è già riuscita a fare con la Bielorussia.

“Non c’è un’alternativa seria – afferma Weber – al sedersi insieme e trovare soluzioni comuni. Siamo pienamente impegnati ad attuare l’accordo, con il sostegno economico e finanziario alla Tunisia. Dobbiamo vedere tutti i problemi dei nostri amici tunisini: hanno bisogno di crescita economica, di una prospettiva economica. Poi dobbiamo trovare un approccio comune per fermare il business dei trafficanti. Abbiamo bisogno di una soluzione con la Tunisia: dobbiamo applicare l’accordo. Vorrei vedere tutti i leader, e anche i ministri dell’Interno questa settimana a Bruxelles, dare il chiaro segnale che sostengono questo accordo”.

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