Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, riscrive il decreto sicurezza

Il video dell’aggressione lo hanno visto tutti, così come il mulinare del martello sul corpo del poliziotto Alessandro Calista, ma dopo un iniziale velo di solidarietà, da sinistra, soprattutto negli ambienti social, i distinguo dei politici di riferimento hanno generato uno shit storm di accuse fake sugli agenti feriti. Le foto in ospedale con la premier Giorgia Meloni, poi, hanno fatto esplodere le palate di fango e di falsità che hanno messo in dubbio perfino i danni fisici subiti dagli esponenti delle forze dell’ordine.

Tutto ciò è inammissibile, così come la notizia che i tre uomini arrestati per gli scontri del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, hanno lasciato il carcere: gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, compreso quel Simionato accusato di aver sferrato le martellate.

Le botte sono archiviate, per ora, le bugie no, per i legali dell’agente Calista, che ha riportato lesioni serie alla coscia e testa (prognosi 30 giorni), con traumi cervicali confermati dai medici, non una semplice sciarpa. ”In queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato”, dice in una nota, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis, legale del poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di sabato scorso a Torino. ”Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele”, aggiunge il legale.

Sergio Mattarella ha cancellato gli aspetti più controversi del decreto sicurezza e del relativo disegno di legge. E arriverà un testo pesantemente emendato dal Quirinale. Mentre un terzo provvedimento sull’immigrazione sarà varato in un secondo momento. La trattativa, fa sapere il Corriere della Sera, è stata lunga e complessa. Le norme erano state definite dai giuristi del Colle «molto spinose» e «con tanti aspetti difficili da migliorare». In particolare su libertà fondamentalicontrasto ai migranti, lotta ai «maranza» e via inasprendo.

Il Capo dello Stato è stato attento a non far sembrare di voler intralciare l’azione del governo. La mediazione è stata favorita da Alfredo Mantovano, che  si è presentato al Colle per recepire le direttive. E quando se ne è andato ha detto: «Presenterò questa proposta alla premier Meloni». Le rispettive fonti hanno assicurato che l’incontro è andato «benissimo». Il governo ha tradotto in norme i rilievi di Mattarella in  particolare sul fermo preventivo di polizia e sullo scudo penale per gli agenti. Entrambi destinati a rientrare nel decreto legge. Il Quirinale ha fatto notare che un cittadino non può essere fermato dalla polizia solo per un «atteggiamento sospetto».

Per privare una persona della libertà almeno devono esserci indizi a suo carico. Come un’arma impropria, magari. Quello della polizia si chiamerà dunque accertamento e non fermo preventivo. E dovrà essere comunicato al magistrato. I soggetti trovati in possesso di oggetti, travisati o che hanno precedenti se si ritiene che rappresentino un pericolo possono essere «accompagnati» negli uffici di polizia o carabinieri avvisando il pm per un massimo di 12 ore, è la riformulazione della norme. Sullo scudo penale Mattarella ha richiamato il governo al rispetto della Carta: «Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge». Le garanzie legali per le forze dell’ordine saranno quindi estesi anche ai cittadini comuni come ampliamento della legittima difesa.

el decreto comparirà il divieto «di vendita di coltelli e armi atte a offendere ai minori di 18 anni», con sanzioni amministrative pecuniarie fino a 12.000 euro e revoca della licenza per i venditori (anche online). In più è prevista l’introduzione di un illecito penale specifico per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia fuggendo in modo pericoloso. La cauzione per chi organizza le manifestazioni proposta da Matteo Salvini non ci sarà. Così come la «norma Almasri», che prevedeva la consegna allo Stato di appartenenza di persone ritenute pericolose, sospesa dopo i rilievi dei tecnici del Quirinale per possibili profili di contrasto con i trattati internazionali.

Nel ddl ci sarà anche il blocco navale, che in realtà è un semplice divieto: l’interdizione dell’attraversamento delle acque territoriali per periodi da 30 giorni a 6 mesi in caso di minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Con la locuzione Fratelli d’Italia intendeva tutt’altro: uno schieramento di navi ai confini marittimi degli Stati da cui partivano i migranti, da fare insieme all’Ue o ad altre organizzazioni internazionali. Una proposta irrealizzabile e infatti mai realizzata.

 

 

 

 

Circa Roberto Cristiano

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