Il burattino tale resta e muore

Oggi ultima replica per ERROR MATERIA al Teatro Vascello di Roma.

La pièce proposta è uno studio da “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino” di Carlo Collodi; a cimentarsi nella costruzione della drammaturgia, della regia e ad occuparsi anche dell’interpretazione, il gruppo Uror, quattro giovani studenti dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico: Evelina Rosselli, Caterina Rossi, Michele Eburnea e Diego Parlanti.

 L’opera teatrale proposta è un lavoro collettivo sul capolavoro per ragazzi scritto dall’autore fiorentino che narra le vicende di una marionetta animata, scolpita dal falegname mastro Geppetto, che grazie all’aiuto della fata dai capelli turchini riesce a maturare moralmente fino a diventa un bambino vero.

Il gruppo Uror però ferma la narrazione alla morte del burattino, senza mai quindi farlo diventare umano, la stessa scelta che fece nella prima stesura anche lo stesso scrittore e giornalista Carlo Lorenzini, vero nome di Carlo Collodi.

Lo spettacolo è diviso in capitoli, proprio come il best seller della letteratura italiana:  per ogni capitolo, una scena diversa, un quadro e un momento diverso del percorso esistenziale del burattino. Tra le varie letture dell’opera, oltre a quella evidentemente pedagogica, sono state individuate anche quella sociologica, religiosa, psicanalista ed esoterica.

La lettura che dà il gruppo Uror è focalizzata sull’aspetto generazionale. Pinocchio non è poi così bugiardo monello, i grandi non sono poi così saggi e formanti.

Tanto il burattino rappresenta il bambino con tutte le sue spinte creative e conoscitive, quanto ill mondo degli adulti una pressa che condiziona in maniera soverchiante gli slanci vitali del fanciullo.

Gli attori si muovono con grande precisione corporea, mimica e recitativa. Ineccepibili proprio come gli attori formati all’Accademia Silvio D’Amico.

L’opera teatrale viene proposta in un codice linguistico multidisciplinare, dando spazio a tutto ciò che di visivo e di sonoro aiuta a comprendere, oltre la parola stessa. 

È un Pinocchio cupo, dark, per niente affatto circense e molto performativo. Il disegno luci ed il disegno sonoro sono realizzati rispettivamente da Camilla Piccioni e da Filippo Lilli con grande perizia. Le scene ideate da Danilo Rosati sono di forte impatto visivo, nella loro semplicità e creatività. Tante infatti le soluzioni innovative e d’effetto.

Il lavoro collettivo, prodotto da La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello e Accademia D’arte Drammatica Silvio D’Amico, è di certo un lavoro stilisticamente perfetto, che riesce andare oltre al teatro classico e di parola che ci si aspetterebbe dalla Accademia, senza però riuscire arrivare al cuore. 

Barbara Lalle

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