Il bimbo prodigio che sogna l’Oscar: Ellar Coltrane

 Che cosa succede se per dodici anni,  quelli della tua infanzia e della tua adolescenza,  ogni anno, per tre giorni, molli tutto e giri un film, come se fosse un gioco? E che cosa succede quando questo film esce, e si rivela un successo mondiale, il film più straordinario, più innovativo dell’anno, e tutti si accorgono di te? È quello che ha vissuto Ellar Coltrane: nome da sassofonista jazz di colore. In realtà, tranquillo ventenne texano dai grandi occhi verde azzurri. Diventato famoso tutto d’un colpo, con il film “Boyhood” di Richard Linklater. Un film girato tra il 2002 e il 2013, che racconta la storia di un ragazzino dai 6 ai 18 anni, senza effetti speciali, trucco, make up: il ragazzino che cresce è lui, e il film è impastato con il tempo, il tempo vero. Ellar Coltrane è a Capri. Ieri è stato premiato al festival Capri, Hollywood, che fino al 2 gennaio porta nell’isola azzurra star del cinema e della musica. È arrivato con la madre Génévieve: una donna dinamica, sorridente. Che a Austin, Texas, vive insegnando ai ragazzini ad andare a cavallo, e dirige una compagnia di teatro amatoriale.

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