“Il bambino dalle orecchie grandi”: una danza lieve tra possibilità e nostalgia

Torna allo Spazio Diamante Teatrodilina, dopo il successo di Le vacanze dei signori Lagonìa, con uno spettacolo che porta la firma riconoscibile e sempre più affilata di Francesco Lagi, autore e regista di ‘Il bambino dalle orecchie grandi’il bambino delle orecchie grandi

, in scena fino al 6 aprile. Un lavoro intimo e insieme universale, portato sul palco da due interpreti di grande delicatezza: Anna Bellato e Leonardo Maddalena.

Lo spettacolo è un viaggio nelle pieghe quotidiane di un rapporto appena nato, che si muove tra passato e presente, tra ricordi possibili e futuri ipotetici. C’è un amore ma sta là, direbbe Califano, le cui parole – sparse come petali iniziali – aprono il sipario sonoro prima ancora che le luci cambino. E in effetti, è proprio il suono, più che la luce, a segnare l’ingresso nella narrazione: una colonna musicale che non accompagna solo, ma immerge. Uno spazio fatto di contenitori trasparenti e fragili – proprio come le anime che li abitano – prende vita in scena, evocando la condizione di chi si scopre solo parzialmente, di chi si lascia intuire ma non possedere.

Un amore sospeso, ancora incerto nel definirsi, che avanza per quadri, per piccoli affreschi del quotidiano. Ogni scena è un micro-universo: si parla della raccolta punti della marmellata, del non riuscire mai a mettere i tappi alle cose, della questione se i vegetariani possano mangiare il pesce o no. Eppure, non c’è nulla di banale. In quelle domande minime si riflette la fragilità delle relazioni contemporanee, il desiderio di restare e insieme la paura di perdersi.

La regia di Francesco Lagi è come sempre minimalista, evocativa e profondamente rispettosa dell’attore. Non cerca mai il colpo a effetto, ma lavora sui vuoti, sugli scarti, sui piccoli gesti che si caricano di senso. C’è una poetica dello “scoperchiamento” in questo lavoro: i due protagonisti si mostrano l’un l’altro, si mettono a nudo, ma non completamente. Rimane sempre uno spazio vuoto, un punto cieco, un possibile “prima” o “altrove” da colmare con l’immaginazione.

Anna Bellato e Leonardo Maddalena sono impeccabili: costruiscono una dinamica credibile, tenera, e al tempo stesso straniante. Si ascoltano con cura, con pause che dicono più delle parole. Il loro lavoro è tutto giocato sui non detti, su un ritmo interno che non si lascia mai intrappolare nella prevedibilità. C’è una leggerezza, quasi una timidezza nel modo in cui si cercano e si respingono.

E poi c’è lui, il bambino delle orecchie grandi. Un’ipotesi, un simbolo. Forse un figlio che potrebbe esistere, o forse solo un sogno che li accompagna. Quelle orecchie grandi sembrano rimandare a un bisogno profondo: ascoltare davvero, accogliere, comprendere. Oppure a un’ingenuità da difendere, un’umanità senza filtri che si fa spazio tra le crepe della relazione.

Lo spettacolo, come ogni creazione firmata Teatrodilina, è anche un discorso più ampio sul tempo e sulla memoria, sull’impossibilità di cristallizzare i sentimenti, sull’arte del lasciarsi accadere. Un teatro fatto di umanità, mai eccessivo, che arriva sottopelle e resta.

A forza di scoperchiare, si finisce con il desiderare di richiudere tutto e ripartire da capo. Forse è proprio lì che si annida la verità dell’amore: nel desiderio di ricominciare, ogni volta, nonostante tutto.

Consigliato. In scena fino al 6 aprile allo Spazio Diamante di Roma.

Orari:
Giovedì – Sabato ore 21.00
Domenica ore 17.00

Biglietti:
Intero 14€, Ridotto 12€
Prenotazioni via email: prenotazioni@spaziodiamante.it – WhatsApp: +39 345 147 453

 

Toni Allotta

 

 

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