Il 25 maggio derby Renzi-Grillo

Matteo Renzi invia una lettera agli elettori del Pd in cui dice: “Il passaggio del 25 maggio è fondamentale. Ora siamo alla stretta decisiva. I dati delle ultime ore sono straordinariamente incoraggianti. I sondaggi ottimi, le piazze piene di speranza, il clima decisamente positivo. Abbiamo bisogno del tuo aiuto, però. Ci salviamo tutti insieme.  Noi non dobbiamo uscire dall’Euro, ma al contrario entrare in Europa. L’Italia può e deve contare in Europa e non andare lì a farsi prendere in giro. Essere la locomotiva, non lo zimbello. Le politiche di immigrazione, sul lavoro non solo giovanile, sulle infrastrutture e le nuove tecnologie si decidono anche e soprattutto a Bruxelles. Dobbiamo incidere nelle scelte e conta chi governa, non chi urla. Conta chi realizza, non chi protesta. Uno per uno riprendiamoci la speranza, contro gli insulti di chi scommette per il fallimento dell’Italia.”.  Il segretario lancia poi l’hashtag #unoxuno e invita ogni elettore non solo ad andare a votare per il Pd ma a fare un gesto politico, un atto civico: convincere anche un’altra persona, magari un deluso dalle promesse non mantenute di Grillo o impaurito dai suoi toni, uno che non crede più in Berlusconi o che era deluso dalla sinistra. La comunicazione corre quindi a rotta di collo in una traiettoria ben evidente che riduce il tutto ad un rodeo in cui ci si esibisce cavalcando senza sella per domare cavalli e tori,   coinvolgendo il pubblico in un alternarsi di emozioni, risate ed applausi. Consideriamo per esempio il castello di Lerici proposto da Grillo, ed dove figurativamente  processare giornalisti, politici ed imprenditori. Un Grillo show messo in scena a Porta a Porta. Un Grillo predicatore che invita la gente a sputare e che si finge buono ed accogliente. Un Grillo che,   vista  la sua esperienza di scena ha ben  noti tempi, ritmi e  mimica per afferrare il pubblico e che  avvedutamente usa  per  penetrare nel bacino degli anziani. Anziani  che non lo conoscono perché non utilizzano la “Rete”. Il voto di domenica è decisamente importante,  perché  conterà più che in passato potendo scegliere chi guiderà la Commissione Europea verso il futuro. Essere cittadini europei significa vivere, lavorare ed esercitare un’attività imprenditoriale all’interno dei confini dell’Unione. Grillo e Berlusconi, dal  canto loro, se le dicono  di tutti i colori. Se vogliono darsi di Hitler e dintorni facciano, dice Renzi,  è un problema loro: “Mi fanno anche tristezza, ma io governo. L’Italia merita di più degli insulti,  degli urli e dei vaffa. L’urlo ti dà la sensazione di star bene per cinque minuti ma poi torna la vita”. Silvio Berlusconi è costretto ad  inseguire ed   attaccare senza esclusione di colpi e si ritrova per la prima volta terzo ad  inseguire. Ed a  lanciare raffiche di accuse contro l’avversario Grillo, a dire il vero di basso profilo, scandendo davanti alle telecamere che ha ucciso tre amici in un incidente stradale, che è condannato per omicidio colposo, che è un pregiudicato ed un assassino. Questo è il preoccupante quadro a tre giorni dal voto,  per un Europa che dovrebbe saldare i vincoli di solidarietà,  che uniti in uno sforzo comune potrebbe contrastare gli effetti di una crisi economica e finanziaria.  

Cocis

 

 

 

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