Il 23 marzo a Roma inaugurazione della bi personale di Cristina Eidel e Kostas Papaioannou

Ogni fotografia è unica e assoluta e al tempo stesso parte di un’insieme, che scompone e ricompone con un nuovo significato.

Il progetto fotografico “Anagrammi”, presentata al Mese della Fotografia, nasce dalla pluriennale amicizia e collaborazione artistica dei fotografi Cristina Eidel e Kostas Papaioannou.

I loro lavori invitano, ognuno con il proprio linguaggio espressivo, a riflettere sulla permutazione che la fotografia suggerisce attraverso la propria raffigurazione del tempo e dello spazio.

La bipersonale sarà ospitata dal 23 marzo presso il Re Testa di Testaccio un hotel trasformato da luogo di passaggio in dispositivo comunicativo che riscrive la sua funzione da luogo di passaggio a luogo di incontro e scambio culturale ed artistico.

 

 

“Prospettive periferiche” di Kostas Papaioannou

Gli scatti, realizzati in pellicola bianco e nero e stampati in camera oscura, raccontano frammenti della periferia urbana, provando a sospendere il giudizio di un’immagine costruita a priori o di una visione distratta. Sospesi tra la loro immutabilità e lo scorrere di una realtà urbana fluida ed instabile, mostrano come la definizione di periferia sia innanzitutto una questione percettiva.

“Prospettive periferiche” è parte di una più ampia ricerca attraverso la quale il fotografo greco dialoga da anni con spazi definiti “emarginati” o “secondari”. Il suo è un invito a riflettere le mille sfaccettature della realtà urbana, ad appropriarsi intimamente dei luoghi e in qualche modo di ritrovarcisi, per riscoprire uno spirito creativo nell’approccio all’urbano. La periferia da luogo fisico si trasforma in spazio concettuale, divenendo specchio della condizione umana e della sua fragilità.

“Petites Pièces” di Cristina Eidel

La serie di fotografie “Petites Pièces” , realizzate da Cristina Eidel con pellicola e stampate in camera oscura da Kostas Papaioannou è tratta da un ciclo di ricerca sulla “Natura Morta”, più precisamente natura immobile. Le immagini concepite sia come frammenti singoli ma unici, sia come piccole serie con una propria evoluzione narrativa riflettono criticamente il tempo proprio alla fotografia e il paradosso della sua discontinuità. Attingendo all’idea, che la fotografia sia un “ready made”, banali oggetti di uso comune sono composti in piccole scene teatrali, cambiando con il punto di vista l’uso e il significato di quanto rappresentato. Da semplici cose essi, si intendono trasformati in metafore, quadretti allegorici di vizi, follie, ansie, paure e speranze della vita umana. Questo gioco scherzoso sul linguaggio fotografico, rivela, ciò che forse dovrebbe essere un fatto acquisito ovvero, che il senso di un’immagine, nasce nel limbo dell’interpretazione. Ironizzando sulla certezza del fatto accaduto, il virtuale palcoscenico trasformato in microcosmo della vita, invita il fotografo e l’osservatore a vivere il paradosso e l’incertezza come valore aggiunto della creatività.

 

Caffè Galeotto, realizzato nella torrefazione attiva all’interno dell’Istituto Penitenziario Rebibbia di Roma, sarà presente per tutta la durata della mostra con i suoi prodotti solidali realizzati artigianalmente da persone detenute, che hanno avuto la possibilità di essere formati per occuparsi in un progetto di re-inserimento sociale.

 

 

 

BI PERSONALE

ANAGRAMMI

Petites Pieces Cristina Eidel

Prospettive Perifieriche Kostas Papioannoau

a cura di Oriana Picciolini

 

HOTEL RE TESTA ( Testaccio)

Via Beniamino Franklin, 4, 00153 Roma

Inaugurazione sabato 23 Marzo ore 19.00

 

ORARI

 

tutti i giorni: ore 15.30-20.30

 

Contatti e riferimenti

 

Telefono: 3488375485

www.atelierdelgranaio.com

https://www.facebook.com/GranaioAtelier

https://www.instagram.com/amicigr/

 

www.hotelretesta.it

https://www.facebook.com/Hotel-Re-Testa-1007042329499468/

 

 

 

 

 

 

 

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