I vampiri e le quaglie

E’ ormai in voga un piacevole diversivo politico per chi lo pratica ed è rappresentato dallo stanare e cacciare la quaglia, anzi per dirla tutta è rappresentato dallo stanare e “cacciare” il Quagliariello. E’ una caccia stimolante che richiede preparazione e motivazione, anche perché il Quagliariello conosce mille trucchetti per sfuggire alle attenzioni di e qualsivoglia segugio e brillantemente disperderlo. Diciamolo, diciamolo pure, il Quagliariello è altemente intelligente e smaliziato e forse forse anche un poco selvatico. Con questo mio cappello giornalistico voglio informare che il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello non si dimetterà da niente, che sono infondate le voci che lo danno prossimo all’abbandono dell’esecutivo. Visibilmente piccato il ministro sottolinea: “La cosa importante non è la mia poltrona ma le riforme da attuare ed il percorso parlamentare della legge elettorale. E’ un momento decisivo ed è importante la mia permanenza al Governo.” E continua: “La riforma elettorale non si fa in due persone, ovvero non si fa tra Renzi e Berlusconi. Se faranno questo la legge verrà bocciata al primo voto segreto.”. A ragion veduta fa presente che è importantissimo introdurre le preferenze e che non è pensabile, e neanche ipotizzabile, che i voti dei partiti che non superino la soglia di sbarramento vengano acquisiti da quelli più grandi. Ed ironicamente ma non troppo Quagliariello definisce “Vampirellum” una legge elettorale ipotizzata su questi parametri. Quindi con molto buon senso forse potremo un domani dire che la quaglia è sfuggita non ad i segugi ma ad i vampiri…

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